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L’anno dei 160 sondaggi: i trend elettorali del 2011

L’anno dei 160 sondaggi: i trend elettorali del 2011

365 giorni, 160 rilevazioni, 12 istituti demoscopici, 8 partiti principali, 4 aree politiche: su questi dati YouTrend ha riempito pagine di tabelle, numeri, medie e grafici tenendo costantemente aggiornati i suoi lettori durante il 2011, ma ora è tempo di bilanci ed analisi sull’anno che è appena finito e sui trend elettorali che l’hanno caratterizzato.

Il 2011 sarà ricordato come l’anno più intenso per la politica italiana: le vittorie di Pisapia e De Magistris, la grande partecipazione ai referendum, la caduta del Governo Berlusconi IV e il successivo Governo Monti. I trend elettorali di certo non sono stati immuni a tali avvenimenti ed hanno riservato grandi mutamenti rispetto ai due anni e mezzo precedenti, periodo in cui il centrodestra ha mantenuto una costante supremazia nei sondaggi, con poche variazioni  di rilievo. YouTrend ha deciso di presentare graficamente i dati elettorali di questo 2011 attraverso lo strumento della media mobile, che abbiamo ritenuto il più adatto per presentare i dati di un anno intero.

Il 2011 inizia con un discreto vantaggio che l’area di centrodestra (PdL-Lega-La Destra-Altri cdx) ha mantenuto sino ad un sostanziale pareggio con l’area di centrosinistra (PD-IdV-SeL-FdS-Altri csx) raggiunto nel tardo inverno dello scorso anno; in questo stallo, il centro (UDC-FLI-API-MpA) ha perso via via consenso probabilmente per la mancata spallata che Fini avrebbe dovuto dare al Governo Berlusconi IV negli ultimi giorni del 2010. La tornata elettorale delle Amministrative e il conseguente Referendum è stato l’evento che ha sancito la fine del predominio quasi quinquennale del centrodestra nei sondaggi, portando per la prima volta il centrosinistra in vantaggio, con un divario che si è allargato nei mesi sino a raggiungere i 10 punti negli ultimi mesi dell’anno. La definitiva caduta del Governo Berlusconi IV e la nascita del Governo Monti hanno arrestato la crescita di tale divario, con la conseguente crescita del centro, ora forza di governo, e del Movimento 5 Stelle, riferimento dell’antipolitica italiana.

Entrando nello specifico dei singoli partiti, il PD, dopo la tornata elettorale di fine primavera, diventa il primo partito italiano, passando dal 24% al 28%, senza però sfruttare pienamente il tracollo del PdL che passa dal 30% al 25%. L’avvento del Governo Monti dà un ulteriore sprint ai democratici, stabilizzandoli sul 28%, di converso il Pdl frena la sua caduta sul filo del 25%, stabilizzandosi su tale valore. Il Pdl, sebbene abbia perso pezzi importanti, come FLI ed altri movimenti minori, passa dal 37,4% delle Politiche 2008 al 25% di oggi, perdendo oltre 12 punti.

La Lega Nord, come il PdL, ha subito un importante perdita di consenso nei mesi successivi le Amministrative, passando dal 12% circa di gennaio all’8,5% di novembre, mese in cui a Berlusconi subentra Monti. La scelta di non appoggiare il governo tecnico ha di fatto invertito il trend negativo, facendo tornare il partito oltre il 9%.

L’UDC sembra esser stato immune a grossi scostamenti sino alla formazione del Governo Monti, periodo in cui raggiunge i suoi massimi storici superando ampiamente la soglia del 7%, mentre il suo alleato FLI, dopo un lento ma inesorabile declino iniziato nel dicembre del 2010 (quando raggiungeva circa il 6%), raggiunge i suoi minimi in estate, toccando il 3%, e ritorna sopra la soglia del 4% sotto il nuovo governo.

SEL è stato, per gran parte del 2011, il secondo partito del centrosinistra, viaggiando a cavallo dell’8%, ma la formazione del Governo Monti e la relativa ripresa del PD, ha penalizzato il partito di Vendola che ha ceduto il passo all’IdV; il partito di Di Pietro, dopo una primavera tragica, torna a toccare il 7%, ritornando ad essere il secondo partito del centrosinistra.

Il vento dell’antipolitica soffia forte e gonfia le vele del Movimento 5 Stelle, che passa dal 2% del periodo antecedente la doppia tornata Amministrative/Referendum, a superare la soglia del 4% (soglia di sbarramento oltre la quale un partito può accedere alla Camera, ndr) in autunno. Il suo trend è stato di crescita costante, al contrario di tutti gli altri partiti monitorati, ed anche la caduta di Berlusconi non sembra aver bloccato il Movimento, che anzi continua a crescere notevolmente.

È stato difficile monitorare – in assenza di dati costanti – il trend più importante del 2011, ovvero la disaffezione dei cittadini dalla politica, aspetto che in molti sondaggi si è palesato con la costante crescita dell’astensionismo, che ad oggi si attesta intorno al 30% a cui vanno aggiunti circa un 10-15% di indecisi. Tale aspetto è assai preoccupante per le segreterie dei partiti, in quanto gli astenuti sono difficilmente collocabili e potrebbero ancora una volta ribaltare gli esiti elettorali.

Per i più interessati, si rimanda alla lettura della tabella riassuntiva dei sondaggi, dove sono presenti tutte le rilevazioni del 2011, partito per partito.

Roberto Greco

Caporedattore di YouTrend. Nato e vissuto a Lecce, laureato in Economia presso l'Università del Salento, è Partner presso la società demoscopica Quorum. Ha collaborato sino al settembre 2011 con la testata Termometro Politico in qualità di caporedattore e responsabile sondaggi.

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