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Il governometro: Monti verso la fiducia

Il governometro: Monti verso la fiducia

***AGGIORNATO ALLE 18:00 DEL 17/11***

Martedì 16 novembre il neo Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha presentato la sua squadra di governo. Noi di YouTrend abbiamo analizzato la fiducia di cui godrebbe questo nuovo esecutivo all’interno dei due rami del Parlamento.

Alla Camera certamente voteranno la fiducia al governo Monti: Pd (206), Udc (38), Fli (25), Api (6), Mpa (4) e tutto il gruppo Misto (43).

L’unico partito che sicuramente voterà la sfiducia è la Lega Nord (59) che ha confermato la sua posizione a Monti sia in privato che attraverso pubbliche dichiarazioni. L’Italia dei Valori (22) non vuole accettare governi “al buio” e anche in occasione delle consultazioni si è detta disponibile nel caso in cui l’esecutivo Monti sia “a tempo” e abbia una squadra di governo valida con un programma condivisibile.

Discorso simile per il gruppo Popolo e Territorio: la maggioranza dei deputati si è detta disponibile ad appoggiare l’esecutivo a patto che sia formato da soli tecnici, abbia un limite temporale e si attenga alle indicazioni contenute nella lettera all’Ue; a votare la sfiducia sarebbe rimasto solo Scilipoti visto che il segretario dell’Alleanza di Centro Pionati, inizialmente contrario all’esecutivo tecnico, è stato rassicurato personalmente da Monti: il totale dei contrari ammonterebbe così a 60.

Nonostante la brusca frenata di lunedì, il Pdl tramite il segretario Alfano ha poi fatto sapere del buon esito del faccia a faccia con Monti: il partito quasi certamente appoggerà il nuovo governo tecnico in entrambe le Camere. Le richieste restano le stesse dei giorni scorsi. Il Pdl vuole che si dia il via a un esecutivo tecnico a termine, che si attenga esclusivamente alle misure dettate dall’Europa; e proprio sul programma pare sia stato trovato l’accordo con il prossimo presidente del Consiglio.

Perciò, se fino a lunedì la fiducia del Popolo della Libertà a Mario Monti era ancora incerta, dopo le consultazioni gli animi sembrano essere più distesi. Restano tuttavia invariate le posizioni di dissenso maturate da Antonio Martino e Gianfranco Rotondi, che tuttavia, per non entrare in contrasto con la posizione del loro gruppo parlamentare, sceglieranno con tutta probabilità di astenersi.

Capitolo Senato.  Particolare la situazione del gruppo Coesione Nazionale-Io Sud-Forza del Sud: il presidente Pasquale Viespoli ha fatto sapere che oltre ai convinti Carrara, Centaro, Ferrara, Fleres e Poli Bortone daranno la fiducia al nuovo governo anche gli altri sette senatori a patto che sia un esecutivo di soli tecnici. Voteranno sicuramente la fiducia: Pd (106), Udc, Svp e Autonomie (15), Fli e Api (13) e tutto il gruppo Misto (10). Se si aggiungono anche il Pdl e l’Idv, a sostenere Monti sarebbero in totale 295.

La situazione della sfiducia nell’aula presieduta dal presidente Schifani (che come il presidente Fini non vota per prassi) è identica a quella di Montecitorio: l’unico partito all’opposizione sarebbe la Lega Nord (25) che senza più la compagnia dell’Idv (12) porterebbe da sola la bandiera del no.

Insomma, dopo le consultazioni tra Monti e i rappresentanti delle forze parlamentari le cose sono diventate più chiare, molto simili a com’erano fino a domenica: se i nostri calcoli sono corretti, il governo Monti otterrà un’ampia fiducia sia alla Camera che al Senato.

 

Giuseppe Ceglia

Classe 1987, nasce ad Avellino dove vive fino alla maggiore età. Nel 2005 si trasferisce a Siena dove studia e collabora con il Corriere di Siena. Dopo essersi laureato in comunicazione si trasferisce a Roma per specializzarsi in giornalismo. Dal 2006 è un wikipediano attivo (in particolare, tiene d'occhio tutte le voci riguardanti la sua terra d'origine). Ha collaborato con il Corriere di Siena, Termometro Politico, e YouTrend. Attualmente lavora come addetto stampa e assistente parlamentare.

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