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Governati dalla paura

Governati dalla paura

Viviamo tempi amari, che certo nessuno rimpiangerà in futuro. Questi anni saranno ricordati in tutto l’Occidente come quelli dell’incertezza, della crisi, del declino, ancora più nell’immaginario che nelle statistiche e nei numeri nudi e crudi.
Siamo lontanissimi dagli anni ‘60 in Occidente, e dagli anni ‘60 che si stanno vivendo in Cina, India, gran parte del Sud America e dell’Africa.

C’è qualcosa di molto tangibile che ci differenzia da questi Paesi e dal periodo del boom: la paura. La paura è inizialmente l’effetto della stagnazione economica, della crisi, ma ne è diventata presto la causa, e non da oggi.
Sappiamo che normalmente ha più paura chi ha tanto da perdere, e infatti non era questa la situazione dell’italiano medio negli anni ‘60 e poco da perdere hanno anche i milioni di lavoratori indiani o brasiliani che hanno avuto magari da poco l’energia elettrica nelle case e hanno poco di più del salario di sussistenza.
L’Italia è il Paese più bloccato da questa sindrome della paura, che non è pesante solo perchè siamo un Paese vecchio, fatto da anziani di per sè più timorosi, perchè sfiduciati e impauriti sono anche i giovani.
È una concatenazione di paure che ci attanaglia e impedisce di muoversi.
La paura dei politici di effettuare riforme coraggiose che andrebbero a contenstare il proprio elettorato di riferimento:
Quella del centrodestra di fare riforme sulle liberalizzazioni delle professioni e la tassazione delle rendite, soprattutto per la resistenza di una minoranza di anziani avvocati, notai, dentisti, tassisti paralizzati e senza iniziativa.
Quella del centrosinistra verso le riforme delle pensione e del settore pubblico, e del mercato del lavoro, per la resistenza di alcuni dipendenti statali dopo i 40 anni, bloccati sia dal timore di scivolare in una situazione di mancata protezione e in una disciplina assimilabile al settore privato, di cui in realtà sanno poco oltre che ciò che in modo stereotipato viene disegnato da alcune fonti, ma bloccati anche dalla paralisi ideologica, da posizioni di principio che a volte hanno più a che fare con il mito della lotta degli anni Settanta,  che con la coscienza della attualità politica.
La paura dei lavoratori di cambiare minimamente il modello di lavoro in cui sono, perdendo l’inamovibilità nel caso dei garantiti dall’articolo 18, e qui si tratta di mancanza di coraggio, e di  fiducia, nelle proprie capacità professionali, nel datore di lavoro spesso visto come un padrone indifferente e cinico da molti settori sindacalizzati e fermi a contrapposizioni da Novecento.
La paura degli imprenditori nel gettarsi in nuove avventure, come fondersi con altre aziende, fare massa critica, economia di scala, ricerca e innovazione più facilmente, per perdere il proprio posticino di capo, e il proprio angolo di dominio. Del resto la qualità dell’imprenditore italiano medio è scadente, si tratta di piccoli imprenditori giunti al top della propria impresa per motivi ereditari, poco istruiti e consci delle innovazioni esistenti, dei cambiamenti del mondo globalizzato che essendo sconosciuto e inavvicinabile con i ridotti mezzi dell’aziendina, è più temuto che considerato un’opportunità.
Il principale problema è che la paura è contagiosa e soprattutto superabile molto difficilmente se non vengono superate tutte insieme, perchè la paura e la resistenza in un settore spinge gli altri settori a fare resistenza, ad esempio lo statale troverà un alibi per la propria ritrosia ad accettare sacrifici nella resistenza delle professioni ad accettare liberalizzazioni, perchè ci sarà per loro sempre “qualcos’altro” da fare prima, “qualcun altro” da tartassare prima. E’ un circolo vizioso che conosciamo bene e che come altre volte accaduto solo in un’emergenza sarà possibile rompere.

Gianni Balduzzi

Classe 1979, pavese, consulente e laureato in economia, cattolico-liberale, appassionato di politica ed elezioni, affascinato dalla geografia, dai viaggi per il mondo, da sempre alla ricerca di mappe elettorali e analisi statistiche, ha curato la grande mappa elettorale dell'italia di YouTrend, e scrive di elezioni, statistiche elettorali, economia.

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