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Ritorno al futuro

Ritorno al futuro

Da ormai 15 anni, ogni qualvolta si torni a parlare di crisi di governo, o ancor peggio, di crisi della politica, i commentatori tirano fuori dal cassetto un argomento evergreen: il ritorno sullo scenario politico della Democrazia Cristiana, partito che travolto da tangentopoli nel 1993, si sciolse creando una diaspora dei suoi esponenti verso gli attuali PdL, PD, ma sopratutto UDC.

Lorien Consulting, noto istituto demoscopico, ha realizzato un sondaggio quasi ucronistico, chiedendo agli intervistati le intenzioni di voto non sugli attuali partiti politici, ma su quelli della c.d. prima repubblica: come se vivessimo in un universo parallelo dove esistono ancora DC PSI PRI PLI PSDI e PCI.

I risultati sono sorprendenti, è fotografata un Italia molto più a destra di quella che lasciò la DC nel 1993: i postfascisti del MSI superano il 10%, mentre i comunisti del PCI non arrivano al 20%, mentre l’allora compagine goventiva, il c.d. pentapartito, sfiorerebbe il 70% dei consensi. Sorprendente il numero delle risposte valide: 81.2%, ovvero quanti normalmente votano alle elezioni Politiche.

 

Lorien continua la sua rilevazione chiedendo al campione il grado di nostalgia del vecchio sistema politico e giudizio, meriti e demeriti della DC di allora: 6 su 10 non vorrebbero tornare alla Prima Repubblica, sebbene diano un giudizio abbastanza positivo sull’esperienza cinquantennale democristiana, riconoscendone il merito di aver mantenuto la stabilità politica del paese e di aver fatto diventare l’Italia uno dei grandi paesi industriali del mondo.

Ritornando al futuro, Lorien sonda l’opportunità di un ritorno sulla scena politica della DC, ma le risposte sono tutt’altro che incoraggianti: solo un elettore su 3 ritiene opportuno questo ritorno, al di la di un possibile voto a tale partito; mentre tale formazione avrebbe il voto certo di circa il 7.5% (più o meno l’UDC attuale) a cui si aggiungerebbe il 36% di ampiezza massima del suo bacino potenziale: in sostanza tale partito avrebbe la potenzialità di tornare ad essere la DC di De Gasperi (quella dei governi monocolore) , ma parliamo sempre di potenzialità, che molto spesso rimangono tali. Ai potenziali elettori è stato chiesto quale partito e quale leadership attuale è più vicina alla propria idea di DC: la risposta è stata, come prevedibile, UDC e Pierferdinando Casini.

Dopo il passato e il futuro, Lorien sonda il presente, con le intenzione di voto agli attuali partiti politici, con risultati che si discostano dagli altri istituti sopratutto sulla percentuale di indecisi/non voto, per la prima volta sotto il 30%, quando gli altri istituti viaggiano tra il 40% e il 50%. La coalizione di centrodestra è data al 38.8%, contro 42.8% del centrosinistra allargato a radicali e comunisti, appena 4 punti di differenza, contro i 10 che mediamente gli altri istituti rilevano. Un analisi immediata fa pensare che gli elettori che nel 2008 votarono Berlusconi oggi si rifugino tra terzopolo e astensione, in quanto Lorien, al contrario degli altri istituti (proprio per il minor grado di indecisi nella sua rilevazione), è stata capace di carpire il voto dei meno convinti, ovvero quelli che normalmente si identificano con gli indecisi, ma che hanno una propensione per questo o quel partito. Che la partita per il centrodestra non sia ancora chiusa? Una nuova leadership e l’allargamento al terzopolo forse potrebbero ribaltare la situazione: certo è che i prossimi mesi riserveranno molte sorprese.

 

Roberto Greco

Caporedattore di YouTrend. Nato e vissuto a Lecce, laureato in Economia presso l'Università del Salento, è Partner presso la società demoscopica Quorum. Ha collaborato sino al settembre 2011 con la testata Termometro Politico in qualità di caporedattore e responsabile sondaggi.

1 commento

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  • Il 36% ha ancora molta nostalgia della prima repubblica. Lo trovo un risultato piuttosto indicativo.
    Sarebbe stato interessante porre la domanda “Se potesse, ritornerebbe allo status della prima repubblica, con tutti i pro e contro?”.
    Per poi disaggregare il risultato per intenzione di voto futuro e stabilire se effettivamente quel 36% si mantenga tale o muti di proporzione.
    Domanda probabilmente posta, in questa o altra forma, ma non pubblicata.

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