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Primarie nel centrodestra. A Lecce si sperimentano

Primarie nel centrodestra. A Lecce si sperimentano

La coalizioni di centrodestra, in Italia, non hanno mai organizzato primarie per la scelta del candidato sindaco. Lecce potrebbe aggiudicarsi questo primato. Il capoluogo salentino è un comune che andrà al voto la prossima primavera, al pari di molti altri centri dello stivale. Quello che si è formato, in vista dell’appuntamento elettorale, è uno scacchiere politico assai complicato, ma anche ricco di novità. La più rilevante sono le primarie nel centrodestra per la scelta del candidato che guiderà la coalizione, fra due ex alleati: Paolo Perrone e Adriana Poli Bortone. Il sindaco uscente, Paolo Perrone, fittiano di ferro, corrente regionale che fa riferimento al Ministro per i rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, è il nome blindato dal coordinamento regionale del PdL. Il candidato unico e naturale del centrodestra insomma, fino a prova contraria. A rompere le uova nel paniere ci ha pensato Adriana Poli Bortone, leader del movimento Io Sud, recentemente federatosi con quello di Miccichè e Iannaccone, facendo nascere così Grande Sud. La senatrice, eletta a Palazzo Madama nelle file del PdL, poi uscita dal gruppo pidiellino, aderendo negli scorsi mesi al gruppo di Coesione Nazionale, è la sfidante di Perrone.

Lei, d’altro canto, oltre ad aver indossato la fascia tricolore nel capoluogo salentino,dal 1998 al 2007, ha passato il testimone a Perrone, divenendone il Vice nel 2007. Tra i due l’amore politico e’ presto mutato, divenendo intolleranza, con tanto di espulsione del gruppo consiliare della Poli dalla maggioranza in consiglio comunale, per mano dell’attuale Sindaco. Precisamente nel 2009, quando la senatrice abbandona il PdL, fonda il suo movimento e, sostenuta dall’UDC, si candida alla presidenza della provincia di Lecce, raccogliendo il 21,89% dei consensi. Alle elezioni regionali del 2010 in Puglia ha presentato la propria candidatura con Io Sud, appoggiata da Unione di Centro e Movimento per le Autonomie. L’ufficializzazione ha posto fine a numerose voci che la volevano candidata per il Popolo della Libertà, che le ha preferito Rocco Palese. Ottiene circa l’8% dei consensi. Ma Lecce è una piazza assai cara alla presidente di Io Sud che, dunque, prova a riconquistare. Ufficializza la propria candidatura lo scorso maggio. A Luglio, Angelino Alfano viene eletto per acclamazione coordinatore unico del PdL, fra le novità politiche che introduce, ci sono le primarie.

Selezione interna a tutti i livelli. Per cariche politiche e istituzionale, dalla scelta del primo cittadino sino alla candidatura alle Camere. Il primo Sindaco, in Italia, a dirsi disponibile al confronto interno è proprio Paolo Perrone che lancia il guanto di sfida ad Adriana Poli Bortone che lo raccoglie solo qualche giorno fa. Una mossa per ricompattare il centrodestra che, andando al voto spaccato, le due fazioni, secondo i sondaggi Ipr marketing ( realizzati nell’ottobre scorso, su commissione del Pd Nazionale), si contenderebbero il 56%. Ovviamente le percentuali oscillano a seconda di chi sia lo o gli sfidanti. Attualmente il centrosinistra a Lecce ha optato per le primarie di coalizione. I sondaggi realizzati da Ipr sono stati superati dalle dinamiche dei fatti. Come ad esempio il nome di Ernesto Sticchi Damiani. Il professore universitario era la candidatura unitaria, capace di agganciare anche il centro (va ricordato l’apprezzamento riscosso da Sticchi Damiani da leader nazionali e locali del pd e udc). Centro che poi ha costituito il terzo polo e optato per la corsa solitaria con un proprio candidato sindaco. Sfumata la carta dell’illustre amministrativista, il tavolo del centrosinistra ha fissato il percorso per la scelta del candidato sindaco: primarie delle idee per la stesura del programma e poi primarie di coalizione, il 15 gennaio prossimo. Il partito democratico fa quadrato su Loredana Capone, vicepresidente della regione Puglia. Lei, secondo i sondaggi, e’ il nome vincente del pd, capace insomma di mettere in difficoltà il candidato, o i candidati, del centrodestra.

Le tabelle offrono diversi scenari. E forniscono i numeri. Se si dovesse votare domani, 40 leccesi su 100 sceglierebbero la Capone. L’ipotesi e’ un centrosinistra unito, con pd-sel-idv-fds, contro un centrodestra spaccato, con Adriana Poli Bortone espressione del centro (UDC e Fli) e Paolo Perrone sostenuto dal PdL.

Paolo Pagliaro e’ il terzo elemento, e la novità, che scende nell’agone politico.Editore di un’emittente locale, promotore del movimento riformista Regione Salento (movimento che auspica l’istituzione di una nuova regione, staccata dalla regione Puglia, che comprenda le province di Lecce-Brindisi e Taranto), ha costituito una Federazione di diverse civiche, ribattezzata Alleanza per Lecce e Il Salento.

Pagliaro, coordinatore di APL, e’ il nome al quale guarda con molto interesse il Terzo Polo. Il 17% degli intervistati ripone fiducia in Paolo Pagliaro. La new entry ha un potenziale 6% (scenario 2). Il 22% e’ il numero degli indecisi. Il primo scenario che propone Ipr invece, avvantaggerebbe Il centrosinistra guidato da Carlo Salvemini. Lui e’ il promotore dell’associazione lecce20dodici, un laboratorio di idee aperto ai movimenti. Carlo Salvemini e’ stato consigliere comunale nell’era Poli, fuoriuscito dal partito democratico nel 2010, quando sostiene Nichi Vendola alle primarie del centrosinistra per la candidatura alla presidenza della regione.

L’altro nome, voluto dai democratici e’ l’economista del pd, Francesco Boccia. Carlo Salvemini, si e’ messo poi a disposizione di Vendola, candidandosi nella lista del presidente alle regionali, non raggiungendo il traguardo. A lui guarda con interessa una parte del Pd, ritenendolo un potenziale vincitore delle primarie. Secondo Ipr, Salvemini andrebbe al ballottaggio con il 37% dei consensi.  I sondaggi fotografano al primo turno ipotesi di un centrodestra spaccato, che si ricompattarebbe al ballottaggio e vincerebbe contro il centrosinistra, tranne in una unica ipotesi: lo scontro frontale Paolo Perrone – Loredana Capone. La democratica supererebbe di 4 punti percentuali il sindaco uscente. L’unica che batterebbe la vicepresidente della regione Puglia, e’ Adriana Poli Bortone, ottenendo il 53 % dei voti.

 La fotografia che scatta Ipr descrive ue le proiezioni. Il popolo degli indecisi e’ circa il 23% degli intervistati. Dato non trascurabile. Secondo il 59% degli intervistati, a Lecce si vive molto- abbastanza bene, comunque peggio rispetto al 2007. Il sindaco Paolo Perrone e’ molto popolare e il 49% dei leccesi ha fiducia nell’attuale primo cittadino. Tuttavia 59 su 100 intervistati auspicano per il futuro di Lecce un sindaco proveniente dalla società civile e fuori dalle beghe di partito. Dati, quelli forniti da Ipr, che descrivono delle tendenze, preferenze. Indicano l’orientamento.

E anche su questi dati, con i dovuti margini d’errore, c’è chi sta studiando la prossima pedina da muovere.na città che, tendenzialmente, non ha intenzione di cambiare colore politico alle prossime amministrative. Gli elettori di oggi manifestano le stesse preferenze di voto del 2007. Il 48%, adesso come 5 anni fa, e’ convinto che il prossimo sindaco sia di centrodestra, dunque crede nella contuita’. Il 25% di centrosinistra. Resta invariata la percentuale di coloro che non indicano: 27%.Un numero rilevante, capace comunque di mutare le proiezioni. Il popolo degli indecisi e’ circa il 23% degli intervistati. Dato non trascurabile. Secondo il 59% degli intervistati, a Lecce si vive molto- abbastanza bene, comunque peggio rispetto al 2007. Il sindaco Paolo Perrone e’ molto popolare e il 49% dei leccesi ha fiducia nell’attuale primo cittadino. Tuttavia 59 su 100 intervistati auspicano per il futuro di Lecce un sindaco proveniente dalla società civile e fuori dalle beghe di partito. Dati, quelli forniti da Ipr, che descrivono delle tendenze, preferenze. Indicano l’orientamento. E anche su questi dati, con i dovuti margini d’errore, c’è chi sta studiando la prossima pedina da muovere.

Francesca Pizzolante

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