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Storia de L’Aquila / 1

Storia de L’Aquila / 1

La fondazione della città

 

La prima fondazione de L’Aquila è, per convenzione fissata intorno al 1229.  Tuttavia il territorio aquilano risultava abitato già in precedenza. Inizialmente furono i Sabini e i Vestini, soggiogati da Roma nel III secolo a.C. Ad Ovest della odierna città venne fondata Amiternum, famosa per avere dato i natali allo storico Sallustio. Questo insediamento, pur importante, entrò in decadenza successivamente al crollo dell’Impero Romano e scomparve prima del X° secolo D.C.

Negli anni che separano la fondazione effettiva della città dalla caduta di Roma la zona è teatro di invasioni e viene separata dal resto dell’Abruzzo per essere inglobata nel Ducato di Spoleto.

Questa forte instabilità è alla base di un periodo di crisi dell’economia locale, anche a causa della sospensione della transumanza. Si deve infatti sottolineare come la zona dipendesse economicamente dallo spostamento delle greggi verso il tavoliere.

E’ con l’arrivo dei Normanni che l’aquilano riprende a vivere. La ritrovata stabilità ed unità politica, grazie a Re Ruggero II, permette il fenomeno della formazione dei Castelli.

I Castelli ebbero una parte fondamentale nella fondazione della città. Novantanove di questi, per volontà dei loro signori, si ribellarono ai propri vincolo feudali e si unirono per fondare un comune libero, sul modello di quelli dell’Italia Settentrionale. Era il 1229. Inizialmente i signori locali si rivolsero a papa Gregorio IX, ottenendo la concessione pur non attuandola. La località scelta è Acculi e il prezzo di questa libertà diecimila once d’oro. I feudatari si rivolgono quindi a Federico II ed è anche a causa dell’imperatore che la città ha assunto il suo nome attuale. (Clementi 1998)

Vi era infatti assonanza tra il nome del castello più importante, Santa Maria de Aquilis poi evolutosi in Acquili e Acculi, e l’aquila imperiale. Per tale motivo, pertanto, venne scelto come nome della città “Aquila”.[1] Il numero novantanove è entrato nella tradizione popolare cittadina e alla fondazione fa riferimento la “Fontana delle 99 cannelle”, tra i momenti più pregiati della città, solo lievemente danneggiata durante l’ultimo evento sismico.

Il primo sviluppo della città è però successiva a Federico II e da ascrivere all’opera del suo successore, Corrado IV di Svevia. La città nasce in funzione anti-feudale. Vivi i fermenti autonomistici che la scuotono. Normanni e svevi avevano fortemente ridotto le autonomie dei comuni locali, ma l’espansione del papato riportava ora in auge l’idea di libertà comunale nel Centro Italia. Come si diceva poc’anzi però a contribuire alla reale fondazione della città fu  Corrado IV di Svevia. L’Imperatore, scorgendo le pulsioni autonomiste che covavano, decideva di far sorgere la città nel 1254. Questa data è dunque quella della fondazione effettiva. L’obbiettivo era di sedare le ribellioni che scuotevano il regno integrando quel vasto territorio con il sistema svevo. La città attrasse da subito i piccoli feudatari abruzzesi e non: i privilegi concessi ai cittadini superavano infatti quelli, scarsi, legati al loro ruolo di basso rilievo.

Il 1200 è però l’epoca dello scontro tra Impero e Papato, e questa battaglia sarà alla base della prima distruzione della città.



[1]              Per comodità ci si riferirà alla città sempre con il nome moderno de L’Aquila, anche se tale denominazione verrà assunta solo in epoca fascista.

Matteo Cavallaro

Collezionista di titoli di studio, emigrato oltralpe, gran tifoso della Juventus. Mi occupo di tutto ciò che collega elezioni ed economia, cercando di capire come e se queste si possano influenzare a vicenda.

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