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FIDUCIOMETRO: tutti i numeri della (s)fiducia

FIDUCIOMETRO: tutti i numeri della (s)fiducia

Oggi, 14 dicembre, il governo Berlusconi esce indenne dal voto della Camera: 314-311. Tutti i dettagli

Alla fine il governo ha ottenuto la fiducia alla Camera, con 314 voti contro 311. 2 gli astenuti.

Tra i deputati incerti, Calearo, Scilipoti e Cesario hanno votato la fiducia; Guzzanti la sfiducia; a sorpresa Catia Polidori (Fli) a sorpresa ha dato sostegno al governo, come Maria Grazia Siliquini che lascia i finiani e torna nel Pdl.

FIDUCIOMETRO DEL 14/12 (il giorno del voto)

Novità di oggi: le tre deputate incinte (Mogherini, Cosenza e Bongiorno) dovrebbero essere tutte e tre presenti in Aula e votare la sfiducia.

Ancora in dubbio l’orientamento di Paolo Guzzanti, che sembrava orientato alla sfiducia ma che ora può essere considerato incerto.

Antonio Gaglione, ex Pd passato a Noi Sud, come previsto da Termometro Politico si asterrà, mentre non è chiara la scelta di Scilipoti; Calearo ha annunciato che voterà a favore del governo se il suo voto sarà decisivo. In dubbio anche il voto di Siliquini (Fli), che ha dichiarato che deciderà pochi minuti prima del voto.

In questo quadro, il voto di oggi si annuncia una sfida all’ultimo voto.

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SFIDUCIAFIDUCIAASTENUTIINCERTI
PD206

206
UDC34

35
FLI33 1 (Catone)
1 (Siliquini)35*
IDV22

22
API6

6
MPA5

5
LIB-DEM2 (Melchiorre, Tanoni)
1 (Grassano)

3
PRI-ADC
1 (La Malfa)
2 (Pionati, Nucara)

3
MINORANZE1 (Nicco)

2 (Brugger, Zeller)
3
NON ISCRITTI
1 (Giulietti)
2 (Cesario, Calearo)
2 (Scilipoti, Guzzanti)
5
PDL
235
235
LEGA
59
59
NOI SUD
11 1 (Gaglione)
12
totale31231133629*

Situazione al 14/12 ore 11.15: sfiducia 312fiducia 311astenuti 3incerti 3
*il presidente della Camera Fini, per prassi, non vota

AGGIORNAMENTI PRECEDENTI

12/12 (-2 giorni al voto di fiducia)

Paolo Guzzanti, che avevamo spostato tra gli incerti, ha annunciato oggi che voterà la sfiducia al governo, e finisce quindi nella colonna rossa del fiduciometro.

L’ex dipietrista Domenico Scilipoti ha invece consegnato a un’intervista al Giornale la propria decisione, che sembrerebbe di apertura al governo. Lo spostiamo dunque dallo schieramento degli incerti a quello della fiducia.

Teniamo invece tra gli incerti Calearo Cesario, i due ex Api (eletti nelle file del PD nel 2008) che fanno parte del neonato Movimento di responsabilità nazionale insieme a Scilipoti. L’opinione di chi scrive è che alla fine voteranno la fiducia, ma mancano indicazioni chiare in tal senso.

Sul fronte delle tre deputate incinte – Federica Mogherini del Pd, Giulia Cosenza e Giulia Bongiorno di Fli – non si segnalano novità, e la loro presenza rimane dunque in dubbio.

A ingrossare le file degli incerti ci sono invece i quattro deputati finiani – Silvano Moffa, Maria Grazia Siliquini, Catia Polidori e Carmine Patarino, oltre a Giampiero Catone che già avevamo contato tra i sostenitori del governo -, considerati ‘colombe’ di Futuro e libertà, che hanno sottoscritto una lettera insieme a dieci parlamentari del Pdl chiedendo di evitare il voto di fiducia di martedì. E’ vero, Bocchino e Fini sembrano ragionevolmente certi che tutto il gruppo, escluso Catone, voterà compatto la mozione di sfiducia, ma al momento non ci sentiamo di inserire le colombe nella colonna rossa.

Malgrado il pressing dei deputati della maggioranza, in particolare provenienti dal gruppo Noi Sud, sembra che il valdostano Roberto Nicco sia intenzionato a restare fedele al fronte della sfiducia, mentre non si hanno notizie di Antonio Gaglione, eletto con il Pd e poi passato a Noi Sud: una sua assenza non ci stupirebbe.

Situazione al 12/12: sfiducia 301 – fiducia 310 – astenuti 2 – incerti 16

 

11/12 (-3 giorni al voto di fiducia)

Spostiamo Antonio Gaglione, ex Pd iscritto al gruppo Noi Sud, sul fronte degli indecisi (a settembre aveva dichiarato che mai avrebbe votato la fiducia al governo).

Resta in dubbio la presenza di Giulia Bongiorno, finiana di spicco, che potrebbe essere assente per motivi di salute legati alla gravidanza – l’ha confermato lei stessa poco fa -. Situazione analoga per le altre due deputate in dolce attesa, Federica Mogherini (Pd) e Giulia Cosenza (Fli).

Un altro finiano, Giampiero Catone, che già aveva annunciato che non avrebbe sostenuto la mozione di sfiducia, sembra invece più che mai vicino a votare a favore del governo, e finisce quindi nella colonna verde del fiduciometro. Rimane incerto il voto di Silvano Moffa, tra i massimi vertici di Futuro e libertà, che sarebbe marcato stretto dal pidiellino Andrea Augello.

Manteniamo tra gli incerti Paolo Guzzanti – il suo voto sarà vincolato a una promessa di modifica della legge elettorale nel discorso di Berlusconi alla Camera -.

Il nuovo gruppo composto da Scilipoti (ex Idv), Cesario (ex Api) e Calearo (ex Api), che avevano prefigurato tre voti diversi (rispettivamente: sfiducia, fiducia e astensione), sembra, stando alle ultime indiscrezioni, che potrebbe ricompattarsi intorno al no alla mozione di sfiducia: per cautela collochiamo anche loro tra gli incerti.

Non si segnalano novità sull’orientamento dei radicali, che potrebbero sciogliere la riserva solo alla vigilia del voto di martedì.

Situazione all’11/12: sfiducia 303fiducia 309astenuti 2incerti 15

10/12 (-4 giorni al voto di fiducia)

Tra le notizie di oggi si segnala il passaggio di Grassano, ex leghista subentrato a Cota ora nel gruppo dei Liberaldemocratici, dagli indecisi alla fiducia; Giulia Bongiorno, deputata finiana, è al quinto mese di gravidanza e potrebbe essere assente, quindi la segnaliamo tra i voti incerti, insieme alle partorienti Federica Mogherini (Pd) e Giulia Cosenza (Fli).

Resta in dubbio l’orientamento di Paolo Guzzanti, che sembrava intenzionato a sfiduciare il governo ma negli ultimi giorni ha rimesso in discussione il proprio voto, dichiarando che potrebbe sostenere il governo se verrà modificata la legge elettorale.

Si registra, ancora, tra gli incerti il voto di Silvano Moffa di Fli: sembrava certo il suo sostegno alla mozione di sfiducia dopo la direzione del movimento di ieri, ma oggi ha dichiarato in un’intervista che lavora per evitare la conta del 14 e, comunque, il suo voto è ancora in dubbio. Un altro passaggio dunque verso la colonna degli indecisi.

Situazione al 10/12: sfiducia 304fiducia 310astenuti 3incerti 12

9/12 (-5 giorni al voto di fiducia)

Novità di giornata: Antonio Razzi passa dall’IDV a Noi Sud (e si presume voterà la fiducia), Massimo Calearo (ex PD e ex API, ora non iscritto a nessun gruppo) si asterrà, Bruno Cesario (ex PD e ex API,  ora non iscritto) voterà come già previsto da Termometro Politico la fiducia. Scilipoti, altro dipietrista irrequieto, dovrebbe invece dire sì alla mozione di sfiducia. Intanto mettiamo in bilico i voti di due deputate incinte, Mogherini (Pd) e Cosenza (Fli), e quello di Paolo Guzzanti, che ieri ha parlato della possibilità di rivedere il suo orientamento.

Giuseppe Consolo, considerato tra le colombe finiane, pare voterà la sfiducia, mentre rimane dubbio l’orientamento di Catone (FLI).

Grassano (ex leghista ora con i Liberaldemocratici) darà invece il suo voto al governo.

NB: i deputati che hanno annunciato la propria astensione, come Calearo e i due parlamentari dell’Svp Brugger e Zeller, sono nella colonna degli astenuti. Ricordiamo che alla Camera l’astensione non incide sul quorum per la maggioranza, a differenza che al Senato.

Situazione al 9/12: sfiducia 306fiducia 309incerti 14

7/12 (-7 giorni al voto di fiducia)

A votare la mozione di sfiducia dovrebbero essere Pd (200), Udc (35), Fli (34), Idv (22), Api (6), Mpa (5), Liberaldemocratici (2), La Malfa, il valdostano Nicco e due deputati non iscritti (Paolo Guzzanti e Giuseppe Giulietti). Il totale, sulla carta, sarebbe pari a 308.
Da questa somma va però sottratto Gianfranco Fini, che è iscritto al gruppo Fli ma – in quanto presidente della Camera – per prassi non vota. Si arriva quindi a 307.

Sosterranno invece il governo Pdl (235), Lega Nord (59), Noi Sud (11), Pionati, Nucara e due deputati non iscritti (Massimo Calearo e Bruno Cesario). Totale 309.

Tra gli incerti, si registrano Radicali (6), Svp (2), e ancora Maurizio Grassano – ex leghista subentrato a Cota, ora con i Liberaldemocratici – e un paio di finiani, vale a dire Giampiero Catone e probabilmente Giuseppe Consolo (ma questo punto sara’ chiarito meglio in calce). A questi incerti si aggiungono i deputati IDV Razzi e Scilipoli che hanno dichiarato di non aver ancora deciso. Totale 13.

A Berlusconi servirebbero invece 6 voti favorevoli tra i 13 indecisi – con 315 la mozione di sfiducia verrebbe bocciata -, ma verosimilmente nel centrodestra si punta all’astensione o alla non partecipazione al voto di alcuni parlamentari incerti, eventualità che appare tutt’altro che remota: ci sono molte combinazioni che potrebbero portare a un perfetto pareggio, e in quel caso il governo si salverebbe.

Un’altra possibilità piuttosto concreta è che vi siano alcune ulteriori defezioni tra chi dovrebbe votare la sfiducia – che potrebbero avvenire ovunque -, che unite ad alcune astensioni, potrebbero garantire la bocciatura della mozione presentata dalle opposizioni.

A margine è necessario fare alcune precisazioni. Innanzitutto abbiamo inserito tra quelli che voteranno la sfiducia sia Giulietti sia Nicco, i quali non hanno ancora firmato alcuna mozione ma la cui storia personale (a meno di clamorose smentite) non dovrebbe dare adito a dubbi. Nicco è il deputato della Valle d’Aosta, eletto con la lista vicina al centrosinistra, mentre Giulietti, animatore di Articolo 21, ex deputato DS poi passato a IDV, è noto per le battaglie antiberlusconiane e sarebbe una sorpresa clamorosa se non votasse la sfiducia.

Per quanto riguarda gli altri incerti va detto che la SVP, che fa parte del gruppo Minoranze linguistiche, ha dichiarato espressamente che si asterrà alla Camera e farà uscire dall’aula i suoi al Senato (al Senato l’astensione vale voto contrario). I 2 deputati alto-atesini assicurano in ogni caso che questo è il massimo che possono concedere e non hanno alcuna intenzione di votare la fiducia.

Venendo all’Italia dei Valori, il deputato Razzi ha dichiarato di non aver firmato nulla e che anzi vuole vedere giovedì Di Pietro e Donadi. A seguito di screzi tra Razzi e Di Pietro pare che aleggino molti dubbi su una sua ricandidatura alla Camera: nella dialettica si sarebbero inseriti settori della maggioranza, pronti a prefigurare una rielezione con il centrodestra.

Ancora tra i dipietristi c’è Scilipoti, che ha dichiarato di non sapere cosa farà il 14. In un intervista al “Fatto quotidiano” di oggi lascia capire che da qui al 14 potrà succedere qualsiasi cosa.

Per quanto riguarda i due finiani, in effetti Catone non ha nemmeno firmato la mozione quindi il suo voto è completamente incerto al momento, un vero e proprio 1X2. Circolano voci sulla possibilità che i voti di sfiducia di FLI siano solo 33, non contando quindi Fini, Catone e un altro deputato ignoto (c’è chi ha parlato di Silvano Moffa e di Giuseppe Consolo), che pur avendo firmato la mozione non intenderebbe votarla. Per prudenza lasciamo dunque la certezza di 33 voti più 2 voti dubbi, perché non abbiamo ancora la certezza che tutti e 35 i finiani saranno presenti al voto e voteranno contro il governo.

Passiamo ora al caso Grassano, il quale ha detto che avrebbe votato la fiducia, arrivando a sostenere di aver convinto l’altro iscritto al gruppo Liberaldemocratici, Tanoni, a votarla. Tanoni che assicura che Grassano sosterrà la sfiducia, ma leggendo le sue parole sembrano piuttosto un auspicio che una certezza. In ogni caso, Grassano, come Razzi, hanno firmato la mozione ma al momento non ci sntiamo di ascriverlo né al fronte della fiducia né a quello avverso.

I 6 radicali sono un caso a parte. E’ certo che hanno incontrato una delegazione del PDL guidata da La Russa per negoziare alcuni punti in cambio dei quali avrebbero garantito l’astensione. Secondo l’Espresso i punti sarebbero stati una discussione sull’amnistia, sulla Rai, una revisione della legge elettorale in prospettiva maggioritaria, una riforma della giustizia che includa separazione delle carriere e una maggiore attenzione al tema delle carceri. Stando alle ultime notizie, pare che i radicali siano comunque intenzionati a votare no alla fiducia il 14 riservandosi qualsiasi soluzione per il futuro dal 15 in poi. Aspettiamo conferme in giornata per aggiornare la tabella.Situazione al 7/12: sfiducia 307fiducia 309incerti 13

 

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SFIDUCIAFIDUCIAINCERTI
PD199

6 (radicali) + 1 (Mogherini incinta)
206
UDC35

35
FLI32
2 (Catone, Consolo) + 1 (Cosenza incinta)
35*
IDV23 1 (Scilipoti)

24
API6

6
MPA5

5
LIB-DEM2 (Melchiorre, Tanoni)

1 (Grassano)
3
PRI-ADC
1 (La Malfa)
2 (Pionati, Nucara)

3
MINORANZE1 (Nicco)

2 (Brugger, Zeller)
3
NON ISCRITTI
1 (Giulietti)
1 (Cesario)
2 (Calearo, Guzzanti)
4
PDL
235
235
LEGA
59
59
NOI SUD
11
11
totale30530915629*

* il presidente Fini, iscritto a FLI, per prassi non vota

Lorenzo Pregliasco

Nato nel 1987 a Torino. Si è laureato con una tesi su Obama, è stato tra i fondatori di Termometro Politico, collabora con «l'Espresso» e ha scritto su «Politico», «Aspenia», «La Stampa».
Insegna all'Università di Bologna e alla Scuola Holden.
Ha scritto Il crollo. Dizionario semiserio delle 101 parole che hanno fatto e disfatto la Seconda Repubblica (Editori Riuniti, 2013) e Una nuova Italia. Dalla comunicazione ai risultati, un'analisi delle elezioni del 4 marzo (Castelvecchi, 2018).
È direttore di YouTrend.

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