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Recensione: “Hatikva” di Marco Rivello

Recensione: “Hatikva” di Marco Rivello

Sono i momenti di vita vissuta, le semplici consuetudini fondamentali della nostra esistenza che molto spesso rappresentano il simbolo di tutta la nostra esperienza terrena e di tutte le nostre idee sul mondo, sulla società e sull’avvenire.

Può essere allora la sede dell’esame di maturità, simbolo di un passaggio simbolico tra una fase e l’altra della vita di un giovane, la base per un percorso storico e politico che si snoda all’insegna della più grande delle cose: la speranza.

È questo il filo conduttore del bel libro di Marco Rivello “Hatikva”. Rivello è uno studente di scienze politiche che sin da giovane ha coltivato la sua passione per la scrittura e per il giornalismo. E il grande merito del suo libro è proprio quello di porre al centro della discussione non solo il tema della speranza, ma anche quello del cambiamento sociale. Cambiamento inteso in senso positivo e che è avviabile anche attraverso le azioni di singoli individui. Singoli individui che insieme possono veramente cambiare il mondo ed accendere una fiammella di speranza per le giovani generazioni e non solo.

Il tema base della tesina di Rivello nel suo esame è infatti proprio la speranza. Si sfrutta la cosa allora per evidenziare i tratti caratteristici di persone che in ogni modo sono stati protagonisti di storie legate alla speranza o persone in grado di riaccendere una fiammella quasi spenta di questa speranza.

Da John Fitzgerald Kennedy, e dalla sua ottima definizione del concetto di “nuova frontiera” simbolo di come siano marcate le differenze e ribaltate le logiche politiche tra la realtà americana e quella europea, si passa alla storia del matematico indiano Srinivasa Ramanujan protagonista di una storia condita di speranza ma finita troppo presto, per poi passare a Martin Luther King (bellissimo il cenno al cambiamento possibile proprio perché si è vissuta una situazione di sofferenza) al “sogno spezzato” rappresentato da Bob Kennedy.

Il tutto sullo sfondo degli anni ’60. Un’era di consolidamento per i paesi democratici che però, accanto al boom economico presente in Italia, registravano ancora un elevato numero di contraddizioni da superare per rendere la società più giusta e equa.

Una società che ha vissuto questa sua “speranza verso il cambiamento in positivo” tramite la partecipazione alimentata proprio dal tratto caratteristico della speranza. Il movimento delle “Black Panthers” e lo sconvolgente pugno chiuso alzato dagli atleti americani alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968 rappresentano forse il più alto ed elevato grido di speranza verso una società americana che, proprio in quei giorni e in quei mesi, lottava per il progresso. Ad ogni costo, in ogni stato, con tutti i mezzi pacifici possibili.

L’autore dunque, tenendo come base del discorso il suo colloquio d’esame, espone poi le sue idee sulla politica e su come i giovani debbano porsi come motori del mutamento. Una generazione a tratti privilegiata, per l’assenza di guerre e conflitti armati in Europa, ma anche meno speranzosa della precedente. Come se il futuro appaia più buio, più insicuro e meno definito.

Per far fronte a queste sfide e sconfiggere questi timori occorre un sussulto di partecipazione e di interesse alla politica alimentabile proprio tramite il motore di tutti i cambiamenti: la speranza di cui si fa riferimento anche nel titolo “Hatikva”, nome dell’inno nazionale israeliano. Inno rappresentate di una società che si basa molto, sui suoi aspetti religiosi, sulla caratteristica della speranza.

In questo complessivo disegno e in questo sentimentale racconto c’è spazio per sprazzi di vita vissuta. Per piccoli momenti altamente significati e pedagogici, come può essere una lettura di un giornale in un parco assieme ad un anziano signore o come possono essere i casuali incontri in aeroporto.

Il libro contiene una bella prefazione di Walter Veltroni che senza dubbio avrà trovato nella pagine di Rivello dei temi e dei punti di riferimento che l’ex segretario del Partito Democratico ha sempre molto trattato e studiato nella sua esperienza politica.

“Hatikva” appare dunque una magistrale chiamata all’azione ed al civismo. Un richiamo universale verso le responsabilità di tutti e un invito per cambiare che viene dal cuore.

Per una società più equa, per una società più giusta e per un mondo più bello.

Tutto questo all’insegna della speranza.

 

116-MEDIA

Titolo: Hatikva, Statale Editrice, 2010

Pagine&Prezzo: 70 pp., €10,00

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Lorenzo Pregliasco

Nato nel 1987 a Torino. Si è laureato con una tesi su Obama, è stato tra i fondatori di Termometro Politico, collabora con «l'Espresso» e ha scritto su «Politico», «Aspenia», «La Stampa».
Insegna all'Università di Bologna e alla Scuola Holden.
Ha scritto Il crollo. Dizionario semiserio delle 101 parole che hanno fatto e disfatto la Seconda Repubblica (Editori Riuniti, 2013) e Una nuova Italia. Dalla comunicazione ai risultati, un'analisi delle elezioni del 4 marzo (Castelvecchi, 2018).
È direttore di YouTrend.

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