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La Supermedia dei sondaggi

La Supermedia dei sondaggi di YouTrend: cos’è e come funziona

La nostra Supermedia non è una semplice media aritmetica dei sondaggi che vengono pubblicati. È una media “ragionata”, cioè con diversi tipi di ponderazione, che serve a restituire un quadro quanto più realistico possibile delle intenzioni di voto.

Perché una media?

Innanzitutto, perché pubblicare una media dei sondaggi? Che bisogno c’è? La risposta è che i mutamenti dell’opinione pubblica sono molto “scivolosi”, per così dire. È difficile capire quando siamo di fronte ad un’oscillazione estemporanea e quando invece c’è qualcosa che sta cambiando in modo strutturale. Un singolo sondaggio può scattare un’istantanea (per quanto approssimata e dai contorni sfocati) degli orientamenti di voto di una popolazione in un determinato momento, ma può capitare che porti a sovrastimare (o sottostimare) un dato che magari nelle rilevazioni successive rientra nella normalità. Per questo motivo ci sembra più opportuno guardare a come cambiano, di settimana in settimana, le tendenze di medio periodo. E mettere insieme le istantanee “scattate” da tanti istituti demoscopici diversi ci consente di ottenere indicazioni migliori di quelle scattate da uno solo.

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Quali sondaggi vengono considerati?

Ecco perché nella Supermedia vengono presi in considerazione i sondaggi effettuati nelle due settimane precedenti e che vengono pubblicati su dei mezzi di informazione (niente sondaggi riservati, quindi). Nel caso in cui il sondaggio sia stato effettuato in più giorni (di norma 2 o 3) si tiene conto dell’ultimo giorno di realizzazione. Ad esempio, la Supermedia pubblicata il giorno 15 terrà conto dei sondaggi realizzati dal giorno 1 al giorno 14. Perché due settimane? Perché non tutti gli istituti demoscopici pubblicano sondaggi a cadenza settimanale (anzi, la maggior parte non lo fa). Ma un arco temporale di due settimane ci consente di basarci su un numero sufficiente di rilevazioni (di norma, da 4 a 8). Si considera un solo sondaggio per ogni istituto demoscopico: se un istituto pubblica più di un sondaggio nelle due settimane considerate, quindi, si considera solo quello più recente.

Come vengono “pesati” i sondaggi?

Non tutti i sondaggi vengono “pesati” nello stesso modo. Prima di tutto, proprio perché la Supermedia vuole restituire lo scenario più vicino possibile al giorno in cui viene pubblicata, più un sondaggio è recente maggiore sarà il suo contributo alla Supermedia. Quindi, ad esempio, un sondaggio vecchio di dieci giorni “pesa” di meno rispetto a un sondaggio realizzato una settimana dopo.

Inoltre, non tutti i sondaggi sono uguali. I diversi istituti utilizzano metodi di rilevazione differenti, e talvolta in passato hanno pubblicato stime anche molto divergenti tra loro (anche se questa è un’eccezione e non la regola). Inoltre, la consistenza campionaria può variare: più è ampio il campione (cioè il numero di persone intervistate nel sondaggio) più si abbassa il margine d’errore. Per questo motivo, la Supermedia assegna un peso diverso a ciascun sondaggio, a seconda dell’istituto che lo ha realizzato e della numerosità campionaria su cui si basa.

Tutti i sondaggi del 2020

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Redazione

La redazione di YouTrend

44 commenti

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  • Con questi numeri, con questa frammentazione politica, con tutti questi partiti e partitini italiani, fatti sempre dai soliti soggetti riciclati e ben nascosti dietro nuovi simboli, o dietro qualche giovane portatore d’acqua, mi chiedo chi governerà il Paese. Alla fine, ci ritroveremo in parlamento un’armata Brancaleone, confusa, litigiosa, inconcludente, incapace… di mettersi d’accordo. E saremo da capo a dodici. A quando, dunque, in Italia, due soli partiti politici, o due coalizioni, con due “signori” seri, rappresentativi e competenti che si contendono il governo del Paese? A quando?
    Mgs

  • E’ chiaro che la somma fa 100, lo si vede anche ad occhio nudo. Ma se non si mette anche la % degli astenuti, bianche, indecisi non posso calcolare a che frazione del corpo elettorale corrispondono quei valori. Inoltre manca la % di errore…il sondaggio è dunque incompleto.

      • Credo che Filippo intendesse dire che sarebbe utile che AGI riepilogasse anche i dati sugli astenuti e gli indecisi di TUTTI i sondaggi utilizzati da AGI applicando lo stesso criterio statistico con cui sono state calcolate le medie per le intenzioni di voto dei singoli partiti.
        Questo aggiungerebbe significato al grafico sia perché consentirebbe di stimare la fiducia complessiva degli Italiani nella classe politica sia perché darebbe indicazione sul possibile impatto delle campagne elettorali che servono soprattutto a mobilitare gli indecisi e i delusi dalla politica. La richiesta di Filippo è sensatissima, lo è molto meno la tua risposta.

        • No caro Franco. Per molti motivi, ma soprattutto per quello (semplice) che non si può fare la media tra dati disomogenei. Puoi fare una media (aritmetica o ponderata che sia) delle risposte a una determinata domanda se *tutti* gli istituti di sondaggio considerati 1) pongono la domanda in modo sostanzialmente identico e 2) offrono le stesse opzioni di risposta, nel numero e nella qualità – con le dovute necessità.
          Ciò non si verifica con il dato relativo agli astenuti e agli indecisi. Ciascun istituto infatti segue regole tutte sue nell’indicare quel dato, come si può intuire la nostra tabella relativa agli anni 2008-2015 consultabile in archivio. Non è possibile, in alcun modo, fare una media tra un dato che comprende astenuti e indecisi tutti insieme, un altro che li indica separati ma al netto, e un’altra ancora che li indica separati ma al lordo, e altri ancora che indicano uno solo dei due.
          A parte ciò, ribadisco: il dato ha ben poco senso, dal momento che i sondaggi sulle intenzioni di voto servono a stimare, appunto, le intenzioni di voto. Non servono a stimare il tasso di indecisi o di partecipazione al voto (un dato di per sé piuttosto inutile, salvo se condotto in circostanze specifiche e su realtà territoriali circoscritte). Se invece ti interessa valutare la fiducia complessiva degli italiani della classe politica, ci sono inchieste estremamente accurate (ad esempio l’Atlante Politico dell’istituto Demos) che misurano periodicamente proprio quella variabile, anche distinguendo tra i vari soggetti e le diverse istituzioni politiche. Molto meglio che ipotizzare collegamenti inferenziali – piuttosto arbitrari – come quello tra numero di non rispondenti a un sondaggio sulle intenzioni di voto e fiducia nella politica.
          Spero che questa risposta ti appaia più sensata.

  • Mi piacerebbe anche sapere quanti sono gli indecisi/astenuti sul totale dei rispondenti in media, perché permetterebbe di capire più o meno quanto definitivi possono risultare questi dati

  • No, è il fenomeno “band wagon”: gli elettori dopo una vittoria elettorale si dichiarano più propensi a votare i vincitori, in questo caso il centrosinistra.
    I sondaggi di queste amministrative hanno sbagliato poco: il 16 a 0 del csx era ampiamente previsto.
    A livello nazionale, però, il PdL si ricompatta, grazie alla figura di Berlusconi, facendo salire il PdL oltre il 26%.

  • condivido l’analisi ovviamente, la mia era solo una battuta perché, per chi non aveva seguito i sondaggi specifici per le amministrative, era difficilmente prevedibile che il pd ne uscisse così bene. Comunque mi è andata di lusso, per una battuta molto simile Pagnoncelli ha distrutto battista a ballarò nel post voto di febbraio 🙂

  • Purtroppo i sondaggi per le amministrative sono poco divulgati, in quanto molto spesso i committenti sono i candidati o i partiti, non i giornali o le televisioni. Ad eccezione di Roma, dove era prevista la vittoria di Marino, non sono stati divulgati altri sondaggi.

  • Mi hanno telefonato chiamato a casa per un sondaggio elettorale, io come suggerito da Grillo ho detto che avrei votato PD…. ah ah ah quando conteranno i voti penso che ci sara’ qualche sorpresa…

  • Fab: no, ma vantatene.
    Se giocare a fare gli scherzi ai sondaggisti è parte integrante del nuovo, posso riabilitare Craxi a cuor leggerissimo.

    Ah, complimenti per il 32% in Basilicata.

  • Scusate ma ho visto che avete aggiornato i grafici rimuovendo i dati storici e ripartendo dal 18/11.
    Pur se condivido la scelta non potreste mettere un periodo più lungo?
    Così facendo, essendo la media bisettimanale, c’è il rischio che per veder apparire un trend decente ci vogliano dei mesi.
    Ad esempio non si potrebbe fare un grafico degli ultimi 6 mesi che mantenga fisso l’intervallo temporale e si aggiorni automaticamente? (praticamente ogni volta che arriva l’ultimo campione si cancella il più vecchio).

  • Forse è il caso di non sommare più i voti del PD a quelli di SEL e Altri csx nello stesso raggruppamento CSX. Non si parlano più da almeno un anno e stanno ognuno per conto proprio!

  • Gli aggiornamenti sono fermi da un mese, immagini c’entrassero le regionali, ora però verranno inseriti i nuovi sondaggi?
    Complimenti comunque per youtrend, siete fantastici!

    • Grazie Paolo! 🙂

      Come avevi intuito, la tabella è “ferma” per via del black out sui sondaggi stabilito dalla legge. Ma ora stanno ricominciando a pubblicarne e aggiorneremo la tabella a breve.

  • non è possibile ancora fate sondaggi fra destra e sinistra.Non vi siete accorti che la legge elettorale è cambiata? Ora vince il PARTITO che prende più voti alla faccia delle coalizioni.Inoltre a destra o a sinistra non mi sembrano intenzionati a compattarsi.Quindi finché non cambia QUESTA legge il duello è fra PD e M5S.

  • Sarebbe interessante vedere il trend per un periodo maggiore agli ultimi 5 mesi, avete un archivio di grafici/dati (sicuramente)?

    • Ciao Alberto, il motivo è che in quel grafico non vengono conteggiate le liste minori alleate di PD e centrodestra (rispettivamente intorno al 3% e all’1,5% complessivamente) perché prese singolarmente non ottengono percentuali significative. Puoi comunque stimare il loro peso facendo la differenza con il dato delle aree/coalizioni e il peso delle singole liste.

      • Ciao Salvatore, grazie per la risposta! Credo che queste precisazioni andrebbero riportate in una didascalia al grafico, altrimenti risulta molto impreciso. Meglio ancora sarebbe riportare queste percentuali all’interno del grafico o, per lo meno, aggiungerle, per logica, alla voce “Altri”.

        Grazie in ogni caso! 🙂

  • Sarebbe possibile sapere esattamente con quale algoritmo di calcolo vengono pesati i sondaggi? Mi rendo conto che sono informazioni tecniche che interessano solo a pochi , ma sarebbe bello poter accedere a una pagina in cui si spiega esattamente il criterio matematico utilizzato. In base a quello che è spiegato qui non mi convince il fatto che se un istituto statistico pubblica due sondaggi da 1000 campioni nell’arco di due settimane glie ne viene considerato solo l’ultimo mentre se un altro istituto, nello stesso periodo, ne pubblica uno solo da 2000 campioni viene a pesare più dell’altro in base al fatto che “più è ampio il campione più si abbassa il margine d’errore”. In realtà il margine di errore si abbassa sì all’aumentare del numero dei campioni ma lo fa in modo non lineare, ossia fra un sodaggio con 100 campioni e un altro con 1000 il guadagno in precisione è notevole mentre è pressochè irrilevante la differenza fra un sondaggio da 10.000 campioni e uno da 100.000. Tenendo conto di questo, allora 2000 campioni non valgono il doppio di 1000, ma solo poco più 1000 in termini di riduzione dell’errore e quindi non vedo proprio il motivo per cui due studi da 1000 non devono valere come uno da 2000 a parità di date.
    Scusate la domada da nerd ma ho delle curiosità da nerd.

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