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La politica in rassegna


Le 10 notizie da leggere per rimanere aggiornati sugli eventi politici (22 maggio 2018)

 

 

Mattarella non ha intenzione di nominare un premier fantoccio e ricorda i poteri dell’articolo 95 della Costituzione. Il Presidente della Repubblica ha fatto intendere che i suoi colloqui saranno con il premier indicato e non con i leader di partito.

 

Mise e Lavoro (accorpati) ai 5 Stelle (Di Maio), Interni a Salvini, Savona all’Economia e Massolo agli Esteri. Bongiorno ai Rapporti con il Parlamento e alle Pari Opportunità, Candiani alle Infrastrutture, Castelli alla PA. Agricoltura (Molteni), Turismo (Centinaio) e Famiglia (Bordonali) alla Lega; Difesa (Trenta), Salute, Giustizia (Bonafede) e cultura al M5S.

 

La valanga giallo-verde travolge anche la Valle d’Aosta. Ma nelle elezioni regionali celebratesi domenica a trionfare è stata soprattutto la Lega che, dopo vent’anni di assenza in Consiglio, ha totalizzato 7 seggi sui 35 disponibili, tanti quelli che ha portato a casa lo storico partito autonomista Union Valdôtaine che cinque anni fa di consiglieri ne elesse quasi il doppio (13).

 

La Stampa anticipa il libro del papabile neo ministro dell’Economia. Dal rapporto con Ciampi alla rivalità con Prodi e Bernabé, oltre alle accuse alla Germania: si impone come nel ‘900 ma senza armi. Pessimista sul nostro Paese: “Italia vittima di colonialismo, può finire come la Grecia”.

 

Salvini: «Siamo a un ribaltamento totale delle prospettive. Oggi è popolo contro élite, non più destra contro sinistra».

 

La gioia della leader del Front National per l’esecutivo populista: “Si aprono prospettive strabilianti, innanzitutto con il grande ritorno delle Nazioni!”. Il quotidiano finanziario londinese sottolinea l’impennata dello spread. In Italia avversari ed ex alleati critici: “Conte mero esecutore di un programma confuso”.

 

 

Numeri ristretti a Palazzo Madama: solo 7 seggi sopra la maggioranza, meno ancora del Governo Renzi. Ma un aiuto potrebbe arrivare dagli ex grillini espulsi per aver truccato i rimborsi.

 

Dopo l’assemblea di sabato l’ex segretario ha preso atto che l’unica strada, ora, è il partito della Leopolda Roma. Dice Gozi: “Pensiamo a nuovi contenitori”. Tappa fondamentale: la prossima Leopolda.

 

  • La Russa: «L’appoggio di Fdi? Molto difficile» (Il Mattino, cartaceo)

Intervista a La Russa: «Giorgia Meloni ha convocato una riunione ristretta per questa mattina e in questa sede prenderemo una decisione: se ci sarà il nostro appoggio al governo oppure se resteremo all’opposizione. Non voglio sbilanciarmi, non sarebbe giusto farlo. Voglio rispettare quello che sarà l’esito della riunione, ma la sensazione è che Fratelli d’Italia non ne farà parte».

 

  • Delrio “Ora fermiamo la minaccia populista e basta risse nel Pd” (Repubblica, cartaceo)

Intervista a Delrio: «Sono due le parole chiave: “fermiamoli”, perché questo governo farà del male alla gente, alle imprese, a questo povero paese. La partenza è pessima, con un rischio di incostituzionalità nelle proposte di Lega e 5Stelle. Ma l’altra è “fermiamoci” perché questo copio dissolvi del Pd è segno di una comunità che ha perso la rotta e il senso dello stare insieme».


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