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	<description>Tutti i numeri che fanno tendenza</description>
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		<item>
		<title>I paesi ex URSS verso un&#8217;integrazione modello UE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Balduzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[PrimaPagina]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione economica]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'integrazione dei paesi ex URSS (con la Russia a fare la parte del leone) tende ad assomigliare sempre più al modello dell'Unione Europea, e in futuro può porsi come soggetto intermedio tra Occidente ed economie asiatiche emergenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Mosca non si erano mai rassegnati alla perdita dell’impero, dopo il 1991, e il frettoloso accordo per creare una CSI (Comunità di Stati Indipendenti) fallì ben presto.</p>
<p>Tuttavia, dopo secoli di unione i legami politici, sociali ed economici costruiti in secoli di storia, talvolta imposti dalla Madre Russia, non potevano essere liquidati in fretta. I rapporti rimasero strettissimi con la <strong>Bielorussia</strong> di Lukashenko, intenzionato a far sopravvivere un regime autarchico fortemente anti-occidentale che non poteva non trovare protezione in nessuno se non in Mosca, così per i Paesi centro-asiatici che nonostante oscillazioni nazionaliste, islamiche e alleanze provvisorie con l’Occidente (spesso in funzione della guerra in Afghanistan), negli ultimi anni si sono riavvicinati a Mosca.<span id="more-9288"></span></p>
<p><strong>I furori nazionalisti degli anni ‘90 si sono sedimentati</strong>, e di fronte a un Occidente in crisi economica la Russia è entrata a far parte del mediatico gruppo dei BRIC (appunto Brasile, Russia, India, Cina), quel gruppo di Paesi emergenti a livello economico, soprattutto grazie a <strong>gas</strong> e <strong>petrolio</strong>, risorse di cui per esempio anche il Kazakhstan di Nazarbayev è ricchissimo. Inoltre moltissimi lavoratori delle repubbliche centro-asiatiche hanno trovato impiego in Russia, da cui mandano rimesse nei Paesi di origine, e nelle repubbliche, seppure in numero inferiore rispetto all’epoca sovietica, rimangono molti russi che costituiscono l’ossatura produttiva dei Paesi e rappresentano le élites istruite e tecniche, indispensabili per l’economia dei Paesi.</p>
<p><strong>Nel 2010 per la prima volta è stata istituita una unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan</strong>, ma è solo quest’anno che si è deciso di implementare una governance effettiva con la costituzione di una <strong>Commissione Economica Eurasiatica</strong> (CEE, sic!), in cui i tre Paesi hanno un voto ciascuno e le decisioni saranno prese solo tramite <em>consensus</em>, ed è stato anche istituito un Consigli Supremo con i capi di Stato e di governo. I contributi economici invece saranno naturalmente proporzionali al PIL dei Paesi e chiaramente sarà la Russia a fare al parte del leone. <strong></strong></p>
<p><strong>La comunità è aperta, e cerca di attrarre le repubbliche ex-sovietiche ma non solo</strong>. Tagikistan e Kirghizistan hanno già dimostrato interesse, e del resto le loro economie sono molto integrate con la Russia, ma il target vero dei russi sarebbe coinvolgere l’<strong>Ucraina</strong>, con ragioni sia economiche che <strong>geo-politiche</strong>. Sarebbe un modo per dimostrare di sapere tenere a freno e contrastare l’occidente nella sua espansione a Est, soprattutto dopo avere già scalzato gli “arancioni” dal governo ucraino, passato ora in mano ai filo-russi. La Russia punta a allettare gli ucraini mostrando i vantaggi in riduzione del <strong>prezzo del gas</strong> (che è stato in passato motivo di attrito tra i Paesi) e maggiore appetibilità in Russia dell’export ucraino.<strong></strong></p>
<p><a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/RUSSIA.jpg" rel="lightbox[9288]" title="RUSSIA"><img class="alignnone size-full wp-image-9289" title="RUSSIA" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/RUSSIA.jpg" alt="" width="643" height="163" /></a></p>
<p>In generale <strong>si tratta di un mercato di 165 milioni di persone, con un PIL di quasi 2 mila miliardi di euro, quasi 700 miliardi di valore di commercio e 90 miliardi di barili di petrolio di riserve</strong>.</p>
<p>Non è certo grande come area di integrazione, essendo la sesta al mondo, e il PIL è di poco superiore a quello della sola Italia, tuttavia sono le <strong>prospettive future</strong> di allargamento e la posizione e le implicazioni geo-politiche ad essere rilevanti.</p>
<p>Infatti questo progetto (che dovrebbe, nella mente di Putin, diventare una <strong>Unione Eurasiatica</strong> modellata sull&#8217;Unione Europea, con legislazioni armonizzate) avrebbe un <strong>duplice obiettivo</strong>, sia interno che esterno.</p>
<p>Da un lato la Russia, di fronte all’incertezza internazionale, punta ad assicurarsi un <strong>aumento dei consumi e dell’interscambio interno, o meglio regionale</strong>, da ottenersi di pari passo a un ritorno dell’influenza politica sull’Asia centrale, favorito dal futuro necessario ritiro delle forze Occidentali dall’Afghanistan e quindi da un loro generale disimpegno in tutta l’area.</p>
<p>Dal lato esterno questa area eurasiatica si porrebbe come <strong>naturale ponte economico</strong>, complice l’ingresso russo nel WTO, <strong>tra l’Unione Europea e le economie emergenti asiatiche</strong>, prima fra tutte la <strong>Cina</strong>. E, si auspica, diminuirebbe la conflittualità tra un’area meno tumultuosa e rafforzata all’interno, e l’Occidente.<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>La tassa che divide l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 09:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Romano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[PrimaPagina]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[transazioni finanziarie]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La proposta di una tassa sulle transazioni finanziarie divide l'Europa (o meglio, la Gran Bretagna da tutti gli altri). Ma una simile tassa a livello europeo, per quanto popolare, potrebbe avere effetti rischiosi per l'economia reale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La grande novità del <strong>Programma Quadro 2014-2020</strong> della Commissione Europea, presentato circa sei mesi fa, riguarda le <strong>modalità di finanziamento</strong> del bilancio dell’Unione. Infatti, come è stato scritto nella proposta presentata dagli eurocrati di Bruxelles, “la riforma proposta è basata sull’eliminazione dell’attuale risorsa IVA e sulla creazione di due nuove modalità di finanziamento. Queste sono basate rispettivamente sui ricavi derivanti da una <strong>tassa sulle transazioni finanziarie</strong> e dai ricavi di una quota delle IVA nazionali”.</p>
<p><span id="more-9262"></span></p>
<p>Il principale obiettivo di questa riforma è quello di <strong>ridurre i contributi diretti da parte degli Stati membri</strong>: ciò, ovviamente, creerà più <strong>autonomia</strong> per l’UE e, soprattutto, genererà una maggiore <strong>coerenza</strong> tra le politiche poste in essere da Bruxelles e le modalità di finanziamento delle stesse.</p>
<p>È particolarmente importante soffermarsi sugli ultimi sei mesi, dove si è parlato spesso della grande innovazione relativa all’introduzione di una tassa europea sulle transazioni finanziarie (da ora, <strong>TTF</strong>). Prima di qualsiasi discussione o analisi, è importante sottolineare un concetto: <strong>la TTF non è uguale alla Tobin Tax</strong>, ideata dall’economista James Tobin negli anni ‘70. La Tobin Tax, infatti, è applicabile alle transazioni di <em>valuta</em>, mentre la TTF non tasserebbe questo tipo di operazioni (“spot foreign exchange transactions”, nel gergo tecnico). L’oggetto della TTF, come riportato dalla Commissione Europea a settembre 2011, “copre strumenti che sono negoziabili <strong>sul mercato dei capitali, nonché contratti derivati</strong>. Inoltre, lo scopo della tassa non è limitato ai mercati regolati, ma coprirà altri tipi di scambi inclusi quelli <em>over-the-counter</em>”. La bozza prevede che ci siano <strong>due tipi di aliquote</strong>:</p>
<p>-       0,1%: titoli azionari e obbligazionari</p>
<p>-       0,01%: prodotti finanziari derivati</p>
<p>La proposta di direttiva, presentata dal presidente della Commissione Europea Barroso, non riguarderà però le transazioni che coinvolgono privati cittadini o PMI. L’obiettivo, infatti, è quello di <strong>proteggere i piccoli investitori</strong>. Secondo le stime della Commissione Europea, il <strong>gettito</strong> annuale di questa tassa potrebbe aggirarsi attorno ai <strong>57 miliardi di euro.</strong></p>
<p>La <strong>discussione</strong> su questa misura si sta facendo sempre più stringente, soprattutto nell’ultimo mese. Si sono venute a creare delle vere e proprie fazioni, che vedono da un lato <strong>Francia, Germania e Italia che vorrebbero attuare la TTF</strong> e dall’altra i Paesi vicini al <strong>Regno Unito</strong>, contrarissimo all’applicazione di una tassa che deprimerebbe la finanza londinese.</p>
<p>È necessario analizzare la TTF da due prospettive differenti, in modo da disporre di una visione più completa del contesto. Da un lato, infatti, è impossibile non considerare la questione <strong>politica</strong>: è di vitale importanza, per le istituzioni europee, provare a <strong>ridurre il “deficit democratico”</strong> che si è venuto a creare in questi anni. Imporre una tassa sul settore finanziario, considerato il maggiore responsabile della crisi in cui versiamo, sarebbe sicuramente un <strong>segnale</strong> accolto positivamente dall’opinione pubblica. I cittadini europei, infatti, attendono un gesto tanto simbolico quanto forte da parte di Bruxelles, e un atto simile farebbe schizzare in alto le quotazioni di Barroso, Van Rompuy e Schulz, attuali uomini di punta delle maggiori istituzioni comunitarie. Inoltre, un’azione di questo tipo non avrebbe eguali nella storia della finanza, per  portata, obiettivi, e significato.</p>
<p>C’è però da considerare la questione da un punto di vista dei <strong>trend</strong>, molto più tecnici e scevri da qualsivoglia considerazione politica. Non bisogna sottovalutare le conseguenze macroeconomiche che possono esserci con l’introduzione di un simile balzello. Le stime del Berlaymont dicono che, a partire dal 2014, probabile anno di introduzione della TTF, dovremo aspettarci un <strong>calo del PIL dell’Unione Europea dello 0,5% su base annua</strong>. Questo sarebbe dovuto in larga parte al volume di scambi, che diminuirebbe di certo in seguito all’introduzione di questa nuova imposizione fiscale. Nel passato, abbiamo esempi che purtroppo non possono essere considerati positivi. Parliamo della Svezia: come scritto da <strong>Allister Heath</strong> (editore di <em>City A.M.</em>, quotidiano economico di Londra) nel 1984 il governo introdusse una tassa sull’acquisto o sulla vendita di <em>equities</em>, applicabile su tutti gli scambi e le <em>stock options</em>. Nel 1991, dopo un <strong>clamoroso errore di valutazione</strong> sui comportamenti che avrebbero tenuto gli operatori del mercato finanziario svedese, si dovettero togliere tutte le tasse imposte fino a quel momento. Infatti il governo svedese pensava di incassare, all’anno, circa 1,5 miliardi di corone: la realtà, ben più dura, parlava di circa 50 milioni di corone incassate soltanto. Il <strong>numero di transazioni</strong> prima diminuì, poi <strong>crollò</strong> in maniera definitiva dopo pochi anni. Nel 1986, circa il 60% degli scambi della Borsa di Stoccolma migrarono a Londra.</p>
<p><strong>E se succedesse la stessa cosa con la TTF</strong>? E se i capitali si spostassero a New York, Tokyo, Hong Kong o Pechino? Questo scenario è assolutamente realistico, visto che chi opera in Borsa cerca le condizioni migliori per poter operare e far sì che ci sia un margine reale di <strong>guadagno</strong> sulle operazioni avviate. In questo modo le stime sul gettito sarebbero completamente da rivedere al ribasso. La <strong>decrescita del PIL</strong> europeo sarebbe, quindi, estremamente maggiore di ciò che si potrebbe attendere. Inoltre, questo tipo di tasse è noto per <strong>ridurre la liquidità</strong> dei mercati finanziari e pertanto, nel medio-lungo termine, l’onere della tassa scivolerebbe sui salari e sui lavoratori dipendenti, come sottolineato più volte dal prof. <strong>Kenneth Rogoff</strong>. L’unica soluzione tecnicamente e politicamente completa sarebbe quella di <strong>introdurre una TTF mondiale</strong>, che se fosse dello 0.05% su tutte le operazioni potrebbe generare circa <strong>650 miliardi di dollari USA all’anno</strong> e potrebbe realmente porre fine ad un <strong>meccanismo perverso</strong> che ha portato lentamente l’economia reale ad una depressione senza precedenti.</p>
<p>Il <strong>trend dell’ultimo anno</strong>, per ciò che riguarda l’opinione pubblica, dice che dovremmo riaffermare il <strong>dominio della politica sulla finanza e sull’economia virtuale</strong>. Un sondaggio pubblicato a marzo 2011 da <strong><em>YouGov</em></strong> indica che, tra le cinque maggiori economie europee, i cittadini si sono espressi in maggioranza <strong>a favore dell’introduzione della TTF</strong></p>
<table width="175" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="79">
<p align="left"><strong>PAESE</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="left"><strong>Favorevoli alla TTF</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="left"><strong> Contrari alla TTF</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="79">
<p align="left">Gran Bretagna</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">  51%</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">19%</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="79">
<p align="left">Germania</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">  53%</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">24%</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="79">
<p align="left">Francia</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">  51%</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">22%</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="79">
<p align="left">Spagna</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">  67%</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">15%</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="79">
<p align="left">Italia</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">  59%</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">18%</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="79">
<p align="left">Paesi Bassi</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">  38%</p>
</td>
<td valign="top" width="48">
<p align="right">25%</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td colspan="3" valign="top" width="175">
<p align="left"><em><br />
</em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><em>(Fonte: www.zerozerocinque.it, Sondaggio realizzato da YouGov per conto di Oxfam)</em></p>
<p>Per questo motivo, sarebbe giusto un forte <strong>messaggio</strong> da parte dell’Unione Europea su questa tematica così delicata: una tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe far ripartire il sogno che avevano e che hanno molti europeisti, perché i cittadini riacquisirebbero fiducia nelle istituzioni comunitarie, da sempre accusate di <strong>indecisionismo</strong> sulle questioni politiche principali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Altre fonti</em>:</p>
<p>EUROPEAN COMMISSION, COM (2011) 500 final, A budget for Europe 2020, Brussels, 2011</p>
<p>EUROPEAN COMMISSION, COM (2011) 594 final, Proposal for a Council Directive on a common system of financial transaction tax and amending Directive 2008/7/EC, Brussels, 2011</p>
<p>HEATH A., Sweden&#8217;s failed Tobin Tax experiment, www.cityam.com, 19th July 2010</p>
<p>ROGOFF K., Una tassa sbagliata per l&#8217;Europa, www.project-syndicate.org, 3rd March 2010</p>
<p>DE MUTIIS O., Tobin tax, La tassa sulle transazioni finanziarie piace ma non decolla, www.fiscoequo.it, 8th november 2011<!-- PHP 5.x --></p>
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		</item>
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		<title>Sondaggio Lorien 25 gennaio</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Borghese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Lorien]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Autore: Lorien Consulting Committente: Lorien Consulting Data realizzazione: 16-17/01/2012 Metodologia: CATI, 1000 casi DATI: Partito Democratico 28,1% Italia dei Valori 7,4% Sinistra Ecologia Libertà 5,5% Federazione della Sinistra 1,7% Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 1,7% TOTALE CENTROSINISTRA 44,4% Unione di centro 7,9% Futuro e Libertà 3,2% Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 3,1% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Lorien Consulting</p>
<p>Committente: Lorien Consulting</p>
<p>Data realizzazione: 16-17/01/2012</p>
<p>Metodologia: CATI, 1000 casi<span id="more-9249"></span></p>
<p>DATI:</p>
<p>Partito Democratico 28,1%</p>
<p>Italia dei Valori 7,4%</p>
<p>Sinistra Ecologia Libertà 5,5%</p>
<p>Federazione della Sinistra 1,7%</p>
<p>Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 1,7%</p>
<p>TOTALE CENTROSINISTRA 44,4%</p>
<p>Unione di centro 7,9%</p>
<p>Futuro e Libertà 3,2%</p>
<p>Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 3,1%</p>
<p>TOTALE TERZO POLO 14,2%</p>
<p>Popolo della Libertà 24,7%</p>
<p>Lega Nord 9,4%</p>
<p>La Destra 0,8%</p>
<p>Altri Cdx 1,4%</p>
<p>TOTALE CENTRODESTRA 36,3%</p>
<p>Movimento 5 Stelle 4,3%</p>
<p>Altri 0,8%</p>
<p>Astenuti/indecisi 18,4/24,9%<!-- PHP 5.x --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Sondaggio Ipsos 24 gennaio</title>
		<link>http://www.youtrend.it/sondaggio-ipsos-24-gennaio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sondaggio-ipsos-24-gennaio</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 12:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Borghese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Ipsos]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Autore: Ipsos Committente: Rai, Ballarò Data realizzazione: 23/01/2012 Metodologia: CATI, 1000 casi DATI: Partito Democratico 28,4% Italia dei Valori 8,5% Sinistra Ecologia Libertà 6,9% Federazione della Sinistra 2,2% Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 2,1% TOTALE CENTROSINISTRA 48,1% Unione di centro 8,0% Futuro e Libertà 3,6% Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 1,4% TOTALE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: Ipsos</p>
<p>Committente: Rai, Ballarò</p>
<p>Data realizzazione: 23/01/2012</p>
<p>Metodologia: CATI, 1000 casi<span id="more-9260"></span></p>
<p>DATI:</p>
<p>Partito Democratico 28,4%</p>
<p>Italia dei Valori 8,5%</p>
<p>Sinistra Ecologia Libertà 6,9%</p>
<p>Federazione della Sinistra 2,2%</p>
<p>Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 2,1%</p>
<p>TOTALE CENTROSINISTRA 48,1%</p>
<p>Unione di centro 8,0%</p>
<p>Futuro e Libertà 3,6%</p>
<p>Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 1,4%</p>
<p>TOTALE TERZO POLO 13,0%</p>
<p>Popolo della Libertà 22,2%</p>
<p>Lega Nord 10,3%</p>
<p>La Destra 1,0%</p>
<p>Altri Cdx -</p>
<p>TOTALE CENTRODESTRA 33,5%</p>
<p>Movimento 5 Stelle 4,6%</p>
<p>Altri 0,8%</p>
<p>Astenuti/indecisi 44,1%<!-- PHP 5.x --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>YouTrend intervista Gianluca Iannone</title>
		<link>http://www.youtrend.it/intervista-gianluca-iannone-leader-casapound/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-gianluca-iannone-leader-casapound</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 16:55:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enrico Mantovano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[casapound]]></category>
		<category><![CDATA[estrema destra]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Iannone]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo intervistato il leader di CasaPound Italia, Gianluca Iannone, al centro di forti polemiche proprio in queste ultime settimane, per capire cosa pensano (e cosa vogliono) i "fascisti del terzo millennio" italiani]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gianluca Iannone</strong> è il fondatore e il presidente di <strong>CasaPound Italia</strong>. Giornalista, cantante, politico, mente e anima del movimento, nelle ultime settimane ha fatto molto parlare di sé per le dichiarazioni sulla morte del procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti. YouTrend gli ha sottoposto una serie di domande per cercare di comprendere cosa ruota attorno allo stabile occupato di <strong>via Napoleone III</strong> all’Esquilino. Ecco le sue risposte.<span id="more-9155"></span></p>
<p><strong>Cos’è CasaPound? Quando, come e perché si forma?</strong></p>
<p>&#8220;CasaPound nasce la notte del 26 dicembre 2003 come OSA (Occupazione a Scopo Abitativo) per dare un tetto a diciotto famiglie romane in stato di emergenza abitativa. Il palazzo diventa presto un centro di aggregazione politica, culturale e sociale per moltissimi giovani di tutta Italia desiderosi di cambiare una politica anti-nazionale fatta di speculazioni e interessi privati. Negli anni si sono formate in tutta Italia associazioni direttamente o indirettamente ispirate alla nostra battaglia e al nostro modo di vivere e pensare la politica. Nel 2008 è nata l’associazione di promozione sociale Casa Pound Italia come coordinamento su tutto il territorio nazionale di tutti questi giovani e queste associazioni&#8221;.</p>
<p><strong>Lei è il leader di CasaPound Italia, nonché  fondatore e cantante del gruppo musicale simbolo del movimento, gli ZetaZeroAlfa, e direttore di Radio Bandiera Nera e di “Occidentale”. C’è il rischio di una sorta di “one man show”, una dipendenza accentratrice attorno alla sua figura e una totale identificazione Iannone-CasaPound?</strong></p>
<p>&#8220;Assolutamente no, l’unica identificazione che esiste tra i nostri militanti è quella nell’Idea&#8221;.</p>
<div id="attachment_9202" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/casapound-scritta.jpg" rel="lightbox[9155]" title="casapound scritta"><img class="size-medium wp-image-9202" title="casapound scritta" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/casapound-scritta-300x125.jpg" alt="" width="300" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Il fronte dell&#39;edificio sede di CasaPound fino a qualche giorno fa…</p></div>
<p><strong>Il messaggio che promana dai manifesti e dalla propaganda del movimento è che il programma economico di CasaPound sia incentrato in gran parte sulla questione della casa di proprietà e del mutuo agevolato (sociale). Quali sarebbero i provvedimenti di urgenza che il governo dovrebbe adottare in questo momento? </strong></p>
<p>&#8220;La questione della casa di proprietà in realtà sarebbe facilmente risolvibile anche a livello locale, regionale o comunale a seconda dei singoli statuti, senza bisogno di una manovra del governo nazionale. Ma ovviamente andrebbe a minare gli interessi di chi col mattone ha costruito imperi miliardari e soprattutto lobbies politiche potentissime sulla pelle dei cittadini, quindi nessuno vuole muovere un dito per risolvere il problema. Se CPI fosse al governo di sicuro farebbe tutto il possibile per subordinare i mercati e la finanza allo Stato e metterli al servizio del popolo italiano. È criminale strozzare e dissanguare i cittadini perché si devono “tranquillizzare” i mercati e le borse&#8221;.</p>
<div id="attachment_9203" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/CasaBene.jpg" rel="lightbox[9155]" title="CasaBene"><img class="size-medium wp-image-9203" title="CasaBene" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/CasaBene-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></a><p class="wp-caption-text">…e come appare oggi, dopo essere stato &quot;intitolato&quot; all&#39;attore teatrale Carmelo Bene</p></div>
<p><strong>Voi sostenete un intervento statale accentuato nella vita del cittadino, supportando un modello di welfare-state molto forte: come giudicate la manovra Monti? Su chi dovrebbe gravare la messa in ordine dei conti pubblici?</strong></p>
<p>&#8220;La manovra Monti è assurda e deplorevole. Come dicevo prima, il pensare che le tasche degli Italiani possano essere svuotate perché si deve avere più credibilità nei mercati internazionali è degno del peggior incubo orwelliano. Questa è la classica manovra di chi vede il cittadino come un mezzo per aumentare i guadagni, di chi pensa prima di tutto ai flussi internazionali di denaro prima che al bene del proprio popolo. In questo paese poi c’è l’abitudine criminale di utilizzare tutto ciò che è pubblico per finanziare i propri interessi, quelli del proprio partito, della propria loggia o della propria lobby. Se si va a guardare lo spreco di denaro pubblico per i finanziamenti ad associazioni private si capisce benissimo dove potrebbero trovarsi i soldi per risanare un’economia volontariamente portata allo sfascio&#8221;.</p>
<p><strong>La visione economica di CasaPound è molto “sociale”: ma è realistica un’Italia senza immigrati? Sarebbe un paese economicamente prospero e sostenibile?</strong></p>
<p>&#8220;Il problema dell’immigrazione in realtà è molto più complesso di come viene presentato abitualmente. Non è solamente un problema, tra l’altro falso, di forza lavoro. Che poi anche il fatto di pensare una persona solamente in ottica di risorsa lavorativa o forza lavoro fa capire cosa pensino i nostri governanti dell’essere umano: come ho detto prima, solamente un mezzo per aumentare i guadagni. Pensare un mondo senza flussi di milioni di immigrati vorrebbe dire pensare un mondo dove nessuno è costretto a fuggire dal proprio paese portato alla fame da chi vuole spremerne fino all’ultima goccia le risorse naturali o strategiche. Vorrebbe dire pensare un mondo in cui ogni persona è ancorata al proprio popolo, alla propria cultura e alla propria storia e parte integrante di una comunità nazionale che può decidere da sola le sorti sue e dello Stato&#8221;.</p>
<p><strong>Come si può aumentare la competitività?</strong></p>
<p>&#8220;Si deve prima di tutto aumentare la competitività a livello nazionale, dando più peso ai nostri settori più importanti e strategici, siano essi industriali, energetici o commerciali, in modo da rendere solida la crescita economica, la produttività e in tal modo anche la richiesta di lavoro. Si deve dare grandissima importanza alla formazione universitaria strappandola ai baroni che su di essa parassitano e rendendola meno accademica per fare in modo che dalle università esca la futura classe dirigente e non dei bamboccioni trentenni. Soprattutto si deve dare peso politico a tutti i settori del lavoro rendendoli partecipi delle decisioni più importanti della vita politica nazionale&#8221;.</p>
<p><strong>Qual è il suo giudizio sull’Euro e sul processo di integrazione europea? L’Euro può continuare a esistere nella sua forma attuale? Qual è il pensiero di CasaPound riguardo al movimento euroscettico?</strong></p>
<p>&#8220;L’Euro è potenzialmente uno strumento e un’arma molto forte, capace in teoria di mettere in seria difficoltà, se non di minare fino alle fondamenta, il monopolio del Dollaro. Potenzialmente dico, perché affinché sia un’arma in questo senso è necessaria un’Europa che sia davvero unita, forte e salda nei suoi componenti nazionali e che non sia solamente una burocrazia stantìa in mano a una banca centrale gestita da uomini di una holding americana come la Goldman Sachs che difficilmente antepone gli interessi europei ai propri guadagni&#8221;.</p>
<p><strong>Rapporto tra etica ed economia: quali vorreste fossero i principi-guida del sistema finanziario/economico/politico del paese?</strong></p>
<p>&#8220;In realtà ne basterebbe solo uno e molto semplice: gli interessi del proprio popolo, della propria Nazione e dell’Europa vengono prima di tutto. Il mercato, l’economia e la finanza devono essere strumenti di questi interessi e per tanto devono essere subordinati al benessere pubblico e comune&#8221;.</p>
<p><strong>Le banche vengono avvertite da più parti e in misura sempre maggiore come il “nemico pubblico”. Qual è la posizione di CasaPound al riguardo?</strong></p>
<p>&#8220;Siamo d’accordo ma bisogna fare attenzione a non cadere nelle solite trappole demagogiche dell’antipolitica alla Grillo. Dire che le banche sono nemiche è giusto ma bisogna saper spiegare che dietro alle banche ci sono holding finanziarie internazionali, grandi famiglie miliardarie che vedono la politica nazionale come un ostacolo ai propri interessi che sono internazionali e internazionalisti. L’anti-politica è un boomerang perché porta allo sconforto, al menefreghismo e soprattutto al distacco verso il senso di Stato e Nazione. Non serve anti-politica, serve la vera politica&#8221;.</p>
<p><strong>L’ondata di pacchi bomba verso Equitalia ha generato unanime condanna: dal vostro punto di vista come pensate si evolverà la situazione nel breve e nel medio periodo?</strong></p>
<p>&#8220;Quello delle bombe ad Equitalia è un episodio gravissimo. Perché non si può pensare a una politica fatta di attentati e bombe. Perché non si può dare corda a chi vorrebbe le tensioni e le stragi per far passare sotto banco le sue trame strategiche e politiche. Soprattutto perché episodi del genere ostacolano le battaglie sociali di chi davvero combatte contro l’abominevole legge che dà ad Equitalia poteri praticamente illimitati contro i cittadini. Tutti quelli che da mesi raccolgono firme per abrogare questa legge ora hanno mille difficoltà in più nel portare avanti la battaglia&#8221;.</p>
<p><strong>Come e perché ci si può definire “fascisti” oggi? Come si concilia un lessico politico “del passato” con un mondo così diverso e un contesto totalmente differente da quello in cui il termine è nato?</strong></p>
<p>&#8220;Quando si parla di fascismo come una cosa del passato, francamente, mi metto a ridere. Qualcuno sa dirmi un’Idea più recente e originale del fascismo? La democrazia nasce ad Atene secoli avanti Cristo, il capitalismo, il socialismo e il comunismo nascono nell’800. Soprattutto ricordiamo che l’essenza stessa del fascismo sta nella continua sintesi per trovare una soluzione a qualunque problema purché si mantenga una visione etica, quasi mistica, dell’esistenza e dell’approccio alla vita. Il fascismo è slancio verso il futuro&#8221;.</p>
<p><strong>Giornalismo e libertà di stampa: Iannone giornalista come vede le limitazioni adottate all’epoca dal regime fascista?</strong></p>
<p>&#8220;Durante il fascismo Nicola Bombacci, fondatore del Partito Comunista, stampava in libertà il suo giornale “la Verità” e lo distribuiva tranquillamente ai suoi abbonati senza restrizioni. Durante il fascismo c’era continuo confronto, anche accalorato, su tutti i temi politici: basti pensare che Evola poteva polemizzare tranquillamente contro la decisione di Mussolini di fare il Concordato o che Berto Ricci, direttore de l’Universale, sulle pagine del suo giornale poteva polemizzare in tranquillità &#8211; anche con parole piuttosto pesanti &#8211; contro Roberto Farinacci, uno degli esponenti di spicco del PNF e del governo fascista. Ora invece se qualcuno scrive qualcosa di politicamente scorretto sulla propria pagina personale di facebook viene censurato, messo alla gogna e denunciato. Quindi, da giornalista, dico che in quest’epoca di censura e di dittatura forcaiola e bigotta chiamare “limitazioni” quelle del regime fascista è assai ridicolo&#8221;.</p>
<p><strong><a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/manifestazione-cp.jpeg" rel="lightbox[9155]" title="manifestazione casapound"><img class="alignright size-medium wp-image-9200" title="manifestazione casapound" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/manifestazione-cp-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>CasaPound combatte contro la massificazione ideologica ma i suoi militanti si autodefiniscono &#8220;fascisti del terzo millennio&#8221;. Il fascismo ha dato vita a una massificazione ideologica?</strong></p>
<p>&#8220;Il fascismo è stato e continua ad essere anti-ideologico. Mussolini stesso definì il fascismo come “rifugio di tutti gli eretici, chiesa di tutte le eresie”. Forgiare una Nazione, un’identità e una volontà nazionale di certo non può essere definito come un processo di massificazione: questa può esserci solo dove le nazioni e i popoli non esistono più&#8221;.</p>
<p><strong>Educazione e formazione: voi sottolineate l&#8217;importanza di creare una cultura di “destra”. Quali sono i modelli culturali più immediati di CasaPound Italia?</strong></p>
<p>&#8220;Innanzitutto bisogna uscire dalla concezione di cultura di destra e di sinistra. Troppo spesso abbiamo assistito a scene grottesche e ridicole di rivendicazioni infantili da parte di alcune formazioni politiche che si spartiscono le figure culturali. Noi abbiamo omaggiato personaggi di sinistra come Che Guevara, Rino Gaetano, Luciano Bianciardi eppure non ci siamo mai smossi dalle nostre radici. La spartizione e la lottizzazione della cultura le lasciamo a chi cultura non ha. Detto questo i nostri modelli più immediati sono quelli che si trovano scritti sui muri dell’ingresso di CasaPound e vanno da Pound a Mussolini, da Marinetti a Ballard, da Platone a Nietzsche, da Giordano Bruno a Drieu La Rochelle&#8221;.</p>
<p><strong>Secondo lei, sotto il governo Berlusconi è mancato un ceto culturale tale da imporsi mediaticamente come era avvenuto con altri pensieri politici negli anni precedenti? Se sì, a cosa è dovuto questo “gap”?</strong></p>
<p>&#8220;In Italia si è imposta nei media una pletora di persone difficilmente definibili “ceto culturale”. Se si pensa che oramai la cultura la fanno i comici oppure i salotti pseudo-intellettuali che acclamano i grigi esistenzialismi sconfitti del cinema italiano ci si fa un’idea della “cultura” ufficiale italiana. A Berlusconi come alla sinistra manca del tutto il ceto culturale, la differenza sta nel fatto che la sinistra è stata capace di occupare quasi con precisione militare tutti gli spazi della cultura con i propri uomini&#8221;.</p>
<p><strong>Cosa pensa del berlusconismo e degli anni del governo Berlusconi? Qual è il suo maggior merito e il suo maggior demerito?</strong></p>
<p>&#8220;Il maggior merito è stato indubbiamente quello di aver bloccato o rallentato per qualche anno il piano delineato nel 1992 dai dirigenti di Goldman Sachs e dai loro portaborse di privatizzare l’Italia e di svendere tutti gli asset strategici della nostra nazione. I vari Amato, Draghi e Prodi, tutti uomini Goldman Sachs si sono resi protagonisti della lottizzazione e svendita di Iri, Olivetti, Enel. Ora è arrivato Monti, advisor di Goldman Sachs, e guarda caso iniziano i problemi di Finmeccanica e le voci di lottizzazione e svendita. Il maggior demerito sta nel fatto di aver accentrato tutto sulla sua figura senza creare un’alternativa nazionale a una sinistra portaborse della finanza, facendo sì che alle sue spalle si siano spesso insediati arrivisti senza alcun progetto politico pronti solo al guadagno nell’immediato&#8221;.</p>
<p><strong>Quali sono i rapporti di CPI con la destra moderata (PDL – Alemanno) e la destra estrema italiana (Forza Nuova etc.) ed europea (ex. Le Pen)?</strong></p>
<p>&#8220;Con Alemanno rapporti non ce ne sono. Ci sono rapporti spesso personali con esponenti di diversi partiti e non solo di destra. Anche all’estero abbiamo rapporti personali con militanti di moltissimi i movimenti cosiddetti di “estrema destra” ma non si può dire che abbiamo rapporti con un partito piuttosto che con un altro&#8221;.</p>
<p><strong>Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della popolarità di formazioni di destra/estrema destra in tutta Europa: secondo lei, a cosa è dovuto?</strong></p>
<p>&#8220;Proprio al fatto che spesso queste formazioni si sono fatte portavoce della battaglia della libertà dei popoli dalla schiavitù dei mercati&#8221;.</p>
<p><strong>CPI combatte un certo mondo della sinistra (centri sociali) sul suo campo (musica, aggregazione, socializzazione, volontariato), riscuotendo numerosi consensi. Quali sono le ragioni di questo successo in tempo di antipolitica e disillusione?</strong></p>
<p>&#8220;Le ragioni stanno tutte nel fatto che noi, come detto, non cediamo il passo all’antipolitica ma anzi promuoviamo un’alternativa politica, sociale ed esistenziale in un mondo vuoto e conforme. Noi non faremo mai la parte degli arresi o degli eremiti che si rifugiano nella propria nicchia come invece fanno quelli che sono “indignati” da ciò che li circonda&#8221;.</p>
<p><strong>CPI viene spesso mediaticamente (e non solo) dipinta come un’organizzazione che fa della “violenza” un proprio modus operandi. Cos’è per voi la violenza?</strong></p>
<p>&#8220;Violenza è aggredire gli studenti che manifestano uniti in piazza perché non sono più sotto il controllo del partito. Violenza è denunciare un tuo avversario politico pur sapendo che è innocente per poterlo togliere di mezzo dopo che ti ha sconfitto politicamente. Violenza è chiedere la chiusura dei movimenti degli avversari perché non sono prostrati al diktat forcaiolo e omologante. Violenza è chiedere la chiusura di un movimento avversario perché un matto che si è definito una volta simpatizzante ha fatto una strage, mentre il partito di chi chiede la chiusura ha tra i suoi dirigenti mafiosi e stupratori. Violenza è aizzare sui giornali e sui siti alla caccia al fascista perché si è democratici. Violenza è sperare che prima o poi la tensione arrivi al culmine in modo da avere per giorni articoli da scrivere e nemici da attaccare da dietro una scrivania. Violenza è sperare nelle stragi e negli omicidi per poter rafforzare il proprio ruolo&#8221;.</p>
<p><strong>Negli ultimi giorni, pesanti critiche le sono piovute addosso per la pubblicazione sul suo profilo personale facebook di un messaggio di esultanza per la recente scomparsa del procuratore aggiunto di Roma, Pietro Saviotti. Quest’ultimo aveva indagato su esponenti del Blocco Studentesco coinvolti negli scontri di Piazza Navona e aveva firmato la richiesta di arresto per Alberto Palladino. In che modo questo giustificherebbe il festeggiamento di un decesso?</strong></p>
<p>&#8220;Non ho mai detto che devo o che voglio essere giustificato. Ho fatto un commento, sicuramente criticabile, su una persona che ha fatto arrestare un mio militante, un mio fratello, pur senza prove e solo sulle basi di dichiarazioni non confermate di un avversario politico. Solo trovo assurdo che questo mio sfogo sia stato censurato da tutti quando qualche giorno prima qualche decina di esponenti di un partitello di estrema sinistra inneggiava alla strage di Acca Larenzia senza che nessuno si fosse indignato allo stesso modo&#8221;.</p>
<p><strong>Nella giornata di venerdì 13 gennaio, lei è stato sentito come “persona informata dei fatti” in merito all’inchiesta sulla gambizzazione dell’ex-Nar Francesco Bianco. Qual è la sua posizione e quella di CPI riguardo ciò che sta succedendo attorno alle commemorazioni della strage di Acca Larentia?</strong></p>
<p>&#8220;Sono stato sentito solamente perché ho partecipato a una discussione calda su facebook (sempre lui…) a cui partecipò anche Francesco Bianco pochi giorni o pochi momenti prima che subisse l’attentato. Quanto alla commemorazione di Acca Larentia, per noi è un momento importantissimo perché è il momento in cui ricordiamo tutti i nostri caduti. Ci fa schifo vedere quattro scappati di casa che inneggiano alla strage mentre qualche sedicente giornalista monta teoremi sull’eversione nera cogliendo come occasione l’organizzazione di una commemorazione dei caduti di una strage. Strage ancora impunita e dopo la quale sempre qualche sedicente giornalista puntò il dito sulla pista interna per alimentare le tensioni e per difendere i figliocci assassini. Di certo poi non amiamo chi usa questi eventi come palcoscenico per mettersi in mostra. A scanso di ulteriori equivoci voglio sottolineare che tra questi opportunisti non faccio affatto rientrare Francesco Bianco a cui va il mio abbraccio e quello di tutta CPI con l’augurio di vederlo presto in piedi&#8221;.<strong> </strong></p>
<div id="attachment_9212" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/pound.jpg" rel="lightbox[9155]" title="pound"><img class="size-medium wp-image-9212" title="pound" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/pound-300x282.jpg" alt="" width="300" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Lo scrittore Ezra Pound</p></div>
<p><strong>CasaPound Italia ha annunciato la candidatura di una propria lista autonoma e di un proprio candidato alle prossime elezioni comunali romane. Qual è la ragione di questa “discesa in campo”?</strong></p>
<p>&#8220;Siamo nati durante il regime Veltroni, sindaco di sinistra, e abbiamo visto la nostra città in mano al degrado, alle speculazioni, al servilismo nei confronti dei poteri forti e allo smantellamento dei servizi pubblici per ingrassare mani private. Abbiamo poi assistito a 4 anni di Alemanno, sindaco di destra, e abbiamo visto la nostra città in mano al degrado, alle speculazioni, al servilismo nei confronti dei poteri forti e allo smantellamento dei servizi pubblici per ingrassare mani private. Il nostro entrare in campo era quindi un dovere nei confronti di Roma e dei Romani&#8221;.</p>
<p><strong>La figlia di Ezra Pound, Mary de Rachewiltz, nei giorni scorsi ha denunciato CPI per uso indebito del nome di suo padre. Che ne pensate?</strong></p>
<p>&#8220;Forse se venisse qui da noi si renderebbe conto di aver preso una bella cantonata. Il nostro obiettivo è quello di continuare la battaglia di Pound, aderente al fascismo e alla Repubblica Sociale, contro l’usura e contro la politica dei camerieri delle banche e della finanza internazionale. Continuando la sua battaglia facciamo rivivere la sua memoria e le sue Idee. Non credo proprio che questo possa dispiacere alla signora de Rachewiltz&#8221;.<strong> </strong></p>
<p><strong>Quali sono i progetti di CPI per il futuro?</strong></p>
<p>&#8220;Ridare al popolo italiano la sua dignità e alla nazione il suo ruolo. Riprendersi tutto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(<em>ha collaborato <a href="http://www.youtrend.it/author/lorenzo-newman/">Lorenzo Newman</a></em>)</p>
<p>&nbsp;<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Le primarie di Lecce: il giorno dopo</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 22:25:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Greco</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">7.810 votanti per un Comune che conta poco meno di 100.000 abitanti, non certo gli 11.900 del 2006, ma sicuramente un&#8217;<strong>alta affluenza</strong> per le <strong>primarie del centrosinistra a Lecce</strong>.<span id="more-9172"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Loredana Capone</strong>, espressione del PD leccese, con <strong>3.743 voti</strong> (pari al <strong>48.2% dei voti validi</strong>) <strong>vince questa competizione interna</strong>, <strong>lasciando dietro </strong>di<strong> 533 voti</strong> (circa il 7%) il candidato di SeL, <strong>Carlo Salvemini</strong>. Sebbene risulti ultima, spetta<strong><em> l&#8217;onore delle armi</em></strong> alla candidata IdV, <strong>Sabrina Sansonetti</strong>, che è riuscita a strappare il <strong>10.5%</strong> in appena 14 giorni di campagna elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste <strong>primarie</strong> hanno avuto una <strong>nascita difficile</strong>: fortemente <strong>volute da Carlo Salvemini</strong> e dalla base del centrosinistra, sono state per mesi <strong>osteggiate dal PD,</strong> che sino all&#8217;ultimo ha cercato un nome della c.d. <em>società civile</em> per <strong>allargare l&#8217;alleanza al centro</strong>, ma senza risultato. Non trovando un nome che potesse sventare tali consultazioni, il <strong>PD ha indetto le primarie schierandosi con Loredana Capone</strong> (democratica, ma di origini democristiane), già <strong>vicepresidente della Regione Puglia</strong>, dopo un corteggiamento non certo breve.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carlo Salvemini è stato il candidato di rottura</strong> col passato, sotto la bandiera della politica nuova e trasparente, non politicante ma dialogante, ha da subito entusiasmato la base del centrosinistra leccese, che forte del risultato di Pisapia, Zedda e De Magistris alle scorse amministrative, ha  immaginato che anche Lecce avrebbe dovuto voltare pagina dopo 14 anni ininterrotti di centrodestra attraverso un candidato <strong>non espressione dei partiti</strong>. Successivamente, <strong>supportato da SeL e da civiche vicino a Vendola</strong>, ha potuto contare quasi unicamente sul <strong>voto d&#8217;opinione</strong> e su quello dei sostenitori che ogni giorno facevano sentire la loro voce sui <strong>social network</strong>, aspetto che ancora di più ha contribuito a creare quell&#8217;immagine di candidato di rottura, contrapposta a quella di <strong>Loredana Capone</strong> che ha voluto puntare tutto sulla sua <strong>grande esperienza politica e professionale</strong>, supportata dal <strong>PD e dai suoi molti militanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>pronostici della vigilia</strong> erano tutti <strong>a favore di Carlo Salvemini</strong>, anche i sondaggi di <a href="http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=5086">Troisi Ricerche</a> commissionati dalla stessa Capone davano un ampio margine al suo avversario: nei social network e negli ambienti di sinistra l&#8217;attenzione era tutta per lui, ma sin dalle prime ore di domenica si era intuito che la <strong>sfida sarebbe stata dura</strong>: molti elettori provenienti dalle file del PD affluivano copiosamente ai seggi, mentre il popolo dei social network a stento arginava questa<strong> ritrovata partecipazione partitica</strong>. Non è arrivato nemmeno il tanto temuto &#8220;soccorso azzurro&#8221; dei militanti di centrodestra, che per<strong> tatticismo politico</strong> sarebbero stati accusati di aiutare Salvemini, il quale invece ha perso certamente <strong>il voto degli extracomunitari</strong> (circa 220 voti), suscitando non poche <strong>polemiche</strong> tra gli attori politici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Loredana Capone</strong>, dopo un <strong>iniziale testa a testa</strong>, ha staccato già a metà spoglio Carlo Salvemini con un <strong>vantaggio incolmabile</strong>, vincendo questa competizione; dunque sarà lei a <strong>sfidare il Sindaco uscente Paolo Perrone</strong> il maggio prossimo, sebbene ancora non sia chiara la <strong>collocazione dell&#8217;UDC,</strong> che ha visto con un certo interesse la vittoria della candidata democratica, ma rimane tuttora indecisa su come presentarsi ai suoi elettori: non sarà una scelta facile, né poco ponderata, come da buona tradizione democristiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9177" title="2" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/2.png" alt="" width="581" height="346" /><a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/1.png" rel="lightbox[9172]" title="1"><img class="alignnone size-full wp-image-9176" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="1" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/1.png" alt="" width="581" height="346" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Comparando i dati attuali con quelli delle primarie 2006, ci sono stati <strong>4.137 elettori in meno</strong> (-34% circa), che non possono essere compensati dalla mancanza di <strong>candidati della società</strong> civile come Giampiero Corvaglia che nel 2006 prese 2.727 voti, sebbene risulti un <strong>dato fisiologico</strong> (ma sempre elevato) in quanto nel 2006 andò a votare il <strong>53.5% di coloro che votarono centrosinistra</strong> alle successive amministrative, dato eccessivamente <strong>sproporzionato</strong>, in quanto mediamente vota il 20-27% di questi. <strong>La Capone</strong>, rispetto al 2006 dove si presentò ma arrivò seconda,<strong> perde in assoluto 60 voti</strong> (3803 contro 3743), sebbene relativamente risulti più votata (48.2% contro 32%); <strong>il distacco</strong> tra primo e secondo oggi è di <strong>553 voti</strong>, contro i 962 delle precedenti consultazioni, mantenendo circa la <strong>stessa proporzione percentuale</strong> a causa della differente affluenza (7.7% contro il 6.9% di oggi).</p>
<p> <a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/3.png" rel="lightbox[9172]" title="3"><img class="alignnone size-full wp-image-9179" title="3" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/3.png" alt="" width="576" height="395" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sondaggio ISPO 22 gennaio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Borghese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Ispo]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Autore: ISPO Committente: Corriere della Sera Data realizzazione: 16-18/01/2012 Metodologia: CATI, 800 casi DATI: Partito Democratico 28,3% Italia dei Valori 7,5% Sinistra Ecologia Libertà 6,0% Federazione della Sinistra 2,4% Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 3,1% TOTALE CENTROSINISTRA 47,3% Unione di centro 7,4% Futuro e Libertà 3,7% Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 0,7% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: ISPO</p>
<p>Committente: Corriere della Sera</p>
<p>Data realizzazione: 16-18/01/2012</p>
<p>Metodologia: CATI, 800 casi<span id="more-9165"></span></p>
<p>DATI:</p>
<p>Partito Democratico 28,3%</p>
<p>Italia dei Valori 7,5%</p>
<p>Sinistra Ecologia Libertà 6,0%</p>
<p>Federazione della Sinistra 2,4%</p>
<p>Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 3,1%</p>
<p>TOTALE CENTROSINISTRA 47,3%</p>
<p>Unione di centro 7,4%</p>
<p>Futuro e Libertà 3,7%</p>
<p>Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 0,7%</p>
<p>TOTALE TERZO POLO 11,8%</p>
<p>Popolo della Libertà 24,2%</p>
<p>Lega Nord 8,5%</p>
<p>La Destra 1,7%</p>
<p>Altri Cdx -</p>
<p>TOTALE CENTRODESTRA 34,4%</p>
<p>Movimento 5 Stelle 3,6%</p>
<p>Altri 2,9%</p>
<p>Astenuti/indecisi 44,3%<!-- PHP 5.x --></p>
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		<item>
		<title>YouTrend intervista Nicola Zingaretti</title>
		<link>http://www.youtrend.it/intervista-nicola-zingaretti-pd/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=intervista-nicola-zingaretti-pd</link>
		<comments>http://www.youtrend.it/intervista-nicola-zingaretti-pd/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 09:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Pizzolante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[centrosinistra]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Zingaretti]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>

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		<description><![CDATA[YouTrend ha intervistato Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma del Partito Democratico: sul governo Monti, sulle alleanze del PD e sul suo futuro personale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo intervistato Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma ed esponente nazionale del PD. Zingaretti, 46 anni, è una delle &#8220;giovani promesse&#8221; della galassia democratica, e vista la sua grande popolarità molti pensano a lui come candidato sindaco di Roma.<span id="more-9134"></span></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><strong>Bentrovato e grazie per aver accettato la nostra intervista. Tramontato il Governo Berlusconi è morto anche il berlusconismo?</strong></p>
<p>È caduto il governo Berlusconi, purtroppo il berlusconismo è stato il modo di intendere la gestione della cosa pubblica anche con il crollo di alcuni valori importanti. Questo modo di intendere la politica è vivo ancora in tanti &#8220;berluschini&#8221;, che girano e che sono presenti. Diciamo che l&#8217;Italia ha voltato pagina ma c&#8217;è ancora molto da fare.</p>
<blockquote class="pullquote pqRight"><p>L&#8217;Italia ha voltato pagina ma c&#8217;è ancora molto da fare</p></blockquote>
<p><strong>Il <a href="http://www.youtrend.it/tabella-riepilogo-sondaggi-politici-elettorali/" target="_blank">trend politico del Pd</a> con il sostegno al governo Monti è in ascesa come non mai dal 2008, anche quando era all&#8217;opposizione e il Pdl in picchiata non riusciva a capitalizzare. Analizzi questo dato di oggi.</strong></p>
<p>È accaduto che: punto primo, il Pdl che ha vinto le elezioni non ce l&#8217;ha fatta; è fallita l&#8217;opzione di governo di Berlusconi, avevano una maggioranza enorme e malgrado tutto la loro opzione è fallita. Noi oggi ci ritroviamo in un Paese in ginocchio dopo tre anni di governo drammatico. Punto secondo: io penso che sia stato apprezzato dai cittadini il fatto che, nonostante tutti i sondaggi di dessero il Pd come il partito vincente, il Pd ha fatto la scelta di pensare prima all&#8217;Italia e poi a sé stesso, quindi garantire, in una fase drammatica dei mercati, un governo che possa affrontare l&#8217;emergenza. Rispetto alla politica dell&#8217;interesse personale o di gruppo, il Pd si è dimostrato diverso. Un segnale che i cittadini hanno apprezzato. Gli italiani non hanno più bisogno di pacche sulle spalle o di promesse ma di comportamenti coerenti. Io non credo che il problema fondamentale sia solo quello del programma o delle cose da fare, ma quello della credibilità.</p>
<p><strong><a href="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/zingaretti_7791.jpg" rel="lightbox[9134]" title="Trasmissione televisiva Ballaro'"><img class="alignleft size-medium wp-image-9140" title="Trasmissione televisiva Ballaro'" src="http://www.youtrend.it/wp-content/uploads/2012/01/zingaretti_7791-300x289.jpg" alt="" width="240" height="231" /></a>Come è cambiato lo scacchiere politico con l&#8217;avvento di Monti? Paradossalmente l&#8217;Idv è all&#8217;opposizione insieme alla Lega e voi invece sostenete i tecnici insieme al Pdl e Terzo Polo.</strong></p>
<p>I pilastri di questa fase sono due: uno è il governo Monti, non c&#8217;è dubbio. Il governo di un uomo molto autorevole in Europa, che ha contribuito da commissario ancor prima di essere premier, alla costruzione dell&#8217;Unione Europea. L&#8217;altro pilastro è il Parlamento, E dentro il Parlamento le forze politiche che devono assumere delle decisioni. La novità è che si tenta di fare e condividere delle scelte dell&#8217;emergenza per cambiare quello che fino adesso nessuno è riuscito a cambiare. Per rendere l&#8217;Italia più competitiva. E poi si deve tornare al voto e ognuno dovrà fare la sua parte per raccogliere consenso. Tuttavia tutto questo nasce da una sconfitta della destra.</p>
<p><strong>&#8220;Nuovo Ulivo&#8221; e quella foto di Vasto, con Bersani, Di Pietro e Vendola: è un&#8217;immagine ingiallita o no? E come si dovrebbe porre il PD in tema di aperture, al centro o a sinistra?</strong></p>
<p>Quell&#8217;immagine rappresenta una forte solidarietà fra forze politiche che rappresentano la maggioranza dell&#8217;elettorato. Quella solidarietà non è messa in discussione da quanto sta avvenendo. Sono fiducioso in un clima di ricostruzione e di dialogo. Gli schemini di allargamento: se uno sta con l&#8217;alto, con il basso, sono giochi che gli elettori non seguono. Guardiamo a Milano ad esempio, dove ci si è divisi per mesi su dove si dove stare: con il centro o con la sinistra di Pisapia. Poi la storia cosa ci ha detto? Che gli elettori premiano le personalità più credibili e i programmi più convincenti. Quindi tutte queste discussioni sulle geometrie poi vengono spazzate via dal consenso dei cittadini. Noi siamo in una fase di grande libertà dell&#8217;elettorato, vincono i più credibili. Questo è molto importante, una prova di maturità che ci fa capire che gli schemini piacciono a noi, ma poi la gente se ne frega.</p>
<blockquote class="pullquote pqRight"><p>Le alleanze? Gli schemini piacciono solo a noi, gli elettori scelgono con la loro testa</p></blockquote>
<p><strong>Con i radicali dopo il voto a favore di Cosentino, è un capitolo chiuso?</strong></p>
<p>Io penso che il problema fondamentale in Italia sia il lavoro, il secondo il lavoro e il terzo il lavoro. Per affrontare questo problema bisogna mettere in campo strategie valide, mettere in moto l&#8217;Italia senza inciampare. Penso che la meta sia comune, i sassolini non mettono in discussione un percorso già intrapreso.</p>
<p><strong>Lei si candiderà alla guida del Pd nazionale?</strong></p>
<p>No, questo non lo so. Noi viviamo in una realtà politica dove l&#8217;ossessione dei dirigenti è quella di stare attaccati al telefonino per relazionarsi con gli altri. Io penso che il compito di chi ha delle responsabilità è fare bene quello per cui si è stati eletti. Io ho chiesto i voti per fare il presidente della provincia, lo faccio, lo farò fino alla fine e poi si vede.</p>
<p><strong>Quindi non chiude le porte all&#8217;ipotesi.</strong></p>
<p>Guardi, se non altro perché le province le avranno chiuse, quindi non potrò ricandidarmi. Comunque non chiudo le porte, non credo che la politica sia un mestiere. Non si può pensare alla politica come un modo per far carriera, se uno vuol far carriera ha sbagliato mestiere. La politica è una missione. Quella mia di oggi è fare bene, a scadenza di mandato si vedrà.</p>
<p><strong>Primarie nel Pd, Bersani o Renzi?</strong></p>
<p>Bersani. Non è uno scoop.</p>
<p><strong>Presidente, in chiusura una domanda leggera: la chiamano mai Montalbano?</strong></p>
<p>Capita, certo. Ma rispondo: non sbagliate nome, io sono Nicola e non Luca, altrimenti il voto è nullo.</p>
<p>&nbsp;<!-- PHP 5.x --></p>
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		<item>
		<title>Il voto in Marocco conferma il trend delle elezioni arabe</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 08:52:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianni Balduzzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[PrimaPagina]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>
		<category><![CDATA[primavera araba]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver visto cos'è successo nelle recenti elezioni in Tunisia ed Egitto, vediamo quali effetti ha avuto la "primavera araba" su un altro grande paese arabo: il Marocco]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel novembre 2011, senza lo stesso clamore mediatico riservato alle elezioni egiziane e tunisine, anche il <strong>Marocco</strong> è andato al voto.<span id="more-9125"></span></p>
<p>La mancanza di risonanza è motivata in gran parte dal fatto che è mancata qui una rivoluzione, vi sono state proteste di piazza ma sempre non violente, a favore di una maggiore democratizzazione, e il re<strong> Mohammed VI </strong>ha risposto con il varo di alcune<strong> riforme </strong>mirate ad<strong> estendere il potere discrezionale del governo eletto a discapito del re</strong> (che sarà ora obbligato a nominare primo ministro un esponente del partito vincente), maggiori garanzie per i diritti umani, diritti delle donne e delle minoranze, referendum approvato a maggioranza dal popolo con una grande affluenza. Sulla questione affluenza, che è determinante anche per le elezioni, torneremo più avanti; ma è importante qui sottolineare la peculiarità di un Marocco governato non da un presidente, ma da un <strong>monarca</strong>, diretto discendente di <strong>Maometto</strong>, amatissimo e molto rispettato, visto come <em>super partes</em> e mai coinvolto, anche un po’ ipocritamente, nelle responsabilità per i grossi problemi del Paese. Senza dubbio, come nella analoga situazione della Giordania, <strong>la monarchia è in questo caso fonte di stabilità, e diminuisce probabilmente gli spazi di potere e accaparramento di ruberie</strong> di un Ben Alì o di un Mubarak.</p>
<p>In Marocco, a differenza di altri Paesi arabi, le elezioni vi sono sempre state, ma con affluenze sempre <strong>basse</strong>, tipiche di un sistema percepito come bloccato, con i poteri di governo e parlamento <strong>limitati </strong>dalle prerogative del monarca, e una serie di partiti visti come espressione di un sistema che puntava solo a preservare se stesso, spesso molto simili tra loro e divisi solo da personalismi.</p>
<p>Al governo dal 2007 vi era una coalizione di partiti dominati dal partito <strong>Istqlal</strong>, partito nazionalista conservatore, anti-colonialista, in passato all’opposizione del governo ufficiale di <strong>Hassan II</strong>, e che raggiunse il potere attraverso elezioni, la prima volta nel mondo arabo per un&#8217;opposizione. Per le sue posizioni inizialmente anti-establishment, e sociali in economia, si è trovato a governare con partiti socialisti, come l’<strong>Unione Socialista delle Forze Popolari</strong>, e il <strong>Partito per il Progresso e il Socialismo</strong>, ma anche con due partiti liberali, l’<strong>Alleanza di forze indipendenti</strong> e il <strong>Movimento popolare</strong>.</p>
<p>Con le elezioni di quest’anno si sono presentati molti partiti, come al solito, raggruppati però in <strong>3 coalizioni</strong>:</p>
<p><strong>Il Partito di Giustizia e Sviluppo</strong>: Partito moderato <strong>islamico</strong>, che si ispira esplicitamente al modello del <strong>Ak Parti</strong> turco, come <em>Ennhada</em> in Turchia del resto; la sua piattaforma si è fatta man mano più <strong>moderata</strong>, visto che mira in economia a una politica di welfare e allo stesso tempo ad una maggiore apertura internazionale del Marocco, così come a favorire il turismo ed una maggiore <strong>unità</strong> con i Paesi arabi musulmani. Un&#8217;enfasi è posta sull’educazione e sul recupero dei <strong>valori tradizionali</strong> familiari. Naturalmente dichiara fedeltà alla monarchia di Mohamed VI</p>
<p><strong>Coalizione per la democrazia: </strong>Raggruppa una serie di partiti <strong>liberali</strong>, sia componenti il precedente governo, sia all’opposizione, caratterizzati da una più <strong>alta fedeltà alla monarchia</strong>, una propensione maggiore al <strong>libero mercato</strong> e all’apertura internazionale. Per la maggior parte sono partiti dell’establishment, come l’<strong>Unione Costituzionale</strong>, o l’<strong>Assemblea nazionale degli indipendenti</strong>, forte nelle aree rurali e in passato partito “dell’amministrazione” e ora liberal-democratico, come anche il <strong>Movimento Popolare</strong>, più movimentista ed erede delle lotte per l’indipendenza e la democratizzazione successiva dello Stato. Vi è poi il partito <strong>Autenticità e Modernità</strong>, espressione dei fedelissimi del re, come l’ex ministro degli interni, ma anche ex prigionieri del precedente re Hassan II, e intende vuole attirare il voto di chi più è desideroso di un cambiamento democratico, in alternativa alla coalizione <strong>Koutla</strong>, (vedi sotto). Infine vi è un piccolo partito <strong>socialista</strong>, comunque minoritario rispetto a quelli alleati di <strong>Istqlal</strong></p>
<p><strong>Koutla: </strong>È la coalizione <strong>nazional-popolare</strong>, che è guidata da <strong>Istqlal, </strong>storico partito <strong>nazionalista</strong>, intransigente sull’indipendenza del Marocco ai tempi della coloniazzazione, poi sostenitore della particolare identità marocchina araba e berbera all’interno del mondo arabo, per la permanenza della dominazione marocchina sul Sahara occidentale e rivendicante Ceuta e Melilla, a favore di una economia mista, del diritto di famiglia protettivo verso le donne. Con questa piattaforma si è alleato a due forze socialiste, <strong>il partito del progresso e del socialismo, </strong>e l’<strong>Unione socialista delle forze popolari</strong>, il primo in realtà contenente anche forze comuniste, il secondo socialdemocratico di stampo &#8220;classico&#8221;.</p>
<p>Il sistema elettorale è <strong>proporzionale</strong> con assegnazione dei seggi in gran parte a livello di circoscrizioni locali (305 seggi) e in piccola parte a livello nazionale (90 seggi, di cui 60 per donne e 30 per giovani sotto i 30 anni). Le liste sono <strong>bloccate</strong> e lo sbarramento è del <strong>6%</strong>.</p>
<p>Le elezioni hanno visto i seguenti <strong>risultati</strong>:</p>
<table width="100%" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>Partito</strong></td>
<td valign="top"><strong>Seggi totali</strong></td>
<td valign="top"><strong>% Seggi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Partito della giustizia e dello sviluppo</td>
<td valign="top">107</td>
<td valign="top">27,1</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Partito Istqlal</td>
<td valign="top">60</td>
<td valign="top">15,2</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Alleanza nazionale degli indipendenti</td>
<td valign="top">52</td>
<td valign="top">13,2</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Partito dell’autenticità e della modernità</td>
<td valign="top">47</td>
<td valign="top">11,9</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Unione socialista delle forze popolari</td>
<td valign="top">39</td>
<td valign="top">9,9</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Movimento popolare</td>
<td valign="top">32</td>
<td valign="top">8,1</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Unione Costituzionale</td>
<td valign="top">23</td>
<td valign="top">5,8</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Partito del progresso e del socialismo</td>
<td valign="top">18</td>
<td valign="top">4,6</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Altri</td>
<td valign="top">17</td>
<td valign="top">4,3</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <strong>coalizione</strong> invece:</p>
<table width="100%" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>Coalizione</strong></td>
<td valign="top"><strong>Seggi totali</strong></td>
<td valign="top"><strong>% seggi</strong></td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Coalizione per la democrazia</td>
<td valign="top">159</td>
<td valign="top">40,3</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Koutla</td>
<td valign="top">117</td>
<td valign="top">29,6</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Partito Giustizia e Sviluppo</td>
<td valign="top">107</td>
<td valign="top">27,1</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top">Altri</td>
<td valign="top">12</td>
<td valign="top">3,0</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong>Totale (affluenza 45.4%)</strong></td>
<td valign="top"><strong>395</strong></td>
<td valign="top"><strong>100%</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il numero dei seggi è aumentato di 70, ma chi ne ha maggiormente approfittato è stato il <strong>Partito Giustizia e Sviluppo</strong>, con un aumento di 61 seggi, contro un aumento di solo 10 per <strong>Koutla</strong>, che paga l’essere stato l’asse portante del governo precedente. Tuttavia è proprio con <strong>Koutla</strong> che il partito islamico ha progettato di governare, proprio per la tendenza verso un’idea molto sociale di economia che ha e che ha dichiarato di essere un partito di ispirazione islamico che in economia “guarda a sinistra”. Difficile non cogliere una curiosa analogia con la DC dell’immediato dopoguerra, ma anche con altri partiti cristiano-democratici europei dello stesso periodo.</p>
<p><strong>L’affluenza è stata del 45% degli elettori registrati</strong>, ovvero il 28% dei potenziali elettori in età di voto. Sono percentuali basse, ma superiori a quelle del 2007. È evidente che non essendoci stata una situazione di estrema <strong>oppressione</strong> in precedenza, ora non viene percepito un vento di <strong>liberazione</strong> analogo e la partecipazione popolare non decolla &#8211; nonostante sia stata alta in occasione del referendum voluto dal re, a dimostrazione che probabilmente è la fiducia nei <strong>partiti</strong> ad essere bassa. E difatti numerosi erano stati gli appelli all’astensione da parte di movimenti per la democrazia e i diritti umani più radicali, analoghi a quelli che avevano dato vita alla &#8220;primavera araba&#8221; negli altri Paesi e alle stesse manifestazioni non violente in Marocco. <strong></strong></p>
<p>Tuttavia vi è da credere che in caso di affluenza maggiore sarebbe piuttosto il <strong>partito islamista</strong> ad approfittarne, come è accaduto negli altri Paesi arabi in occasione di elezioni a grande affluenza, per al maggiore partecipazione di settori della popolazione popolari e lontani dalle élites.</p>
<p>&nbsp;<!-- PHP 5.x --></p>
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		<title>Sondaggio SWG 19 gennaio</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 23:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvatore Borghese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[SWG]]></category>

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		<description><![CDATA[Autore: SWG Committente: Osservatorio Politico SWG Data realizzazione: 10-13/01/2012 Metodologia: CAWI, 900 casi DATI: Partito Democratico 26,0% Italia dei Valori 6,5% Sinistra Ecologia Libertà 7,0% Federazione della Sinistra 3,0% Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 1,5% TOTALE CENTROSINISTRA 44,0% Unione di centro 7,0% Futuro e Libertà 5,5% Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 0,5% [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Autore: SWG</p>
<p>Committente: Osservatorio Politico SWG</p>
<p>Data realizzazione: 10-13/01/2012</p>
<p>Metodologia: CAWI, 900 casi<span id="more-9123"></span></p>
<p>DATI:</p>
<p>Partito Democratico 26,0%</p>
<p>Italia dei Valori 6,5%</p>
<p>Sinistra Ecologia Libertà 7,0%</p>
<p>Federazione della Sinistra 3,0%</p>
<p>Altri Csx (Radicali, Psi, Verdi) 1,5%</p>
<p>TOTALE CENTROSINISTRA 44,0%</p>
<p>Unione di centro 7,0%</p>
<p>Futuro e Libertà 5,5%</p>
<p>Alleanza per l’Italia – Movimento per le autonomie 0,5%</p>
<p>TOTALE TERZO POLO 13,0%</p>
<p>Popolo della Libertà 23,5%</p>
<p>Lega Nord 10,0%</p>
<p>La Destra 1,0%</p>
<p>Altri Cdx 0,5%</p>
<p>TOTALE CENTRODESTRA 35,0%</p>
<p>Movimento 5 Stelle 7,5%</p>
<p>Altri 0,5%</p>
<p>Astenuti/indecisi ND<!-- PHP 5.x --></p>
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