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Elezioni che hanno fatto la storia: il 1963

Prosegue il nostro viaggio sulle elezioni che hanno segnato la storia della Repubblica in Italia: oggi parliamo del 1963, un voto segnato dal boom economico, tribune televisive e nuovi orizzonti politici…


Le elezioni del 28 e 29 aprile 1963 che diedero vita alla IV legislatura repubblicana rappresentano una svolta storica nella politica italiana: il voto apre alla nascita del Centro-sinistra, una coalizione di governo formata da Democrazia Cristiana, socialdemocratici, repubblicani e – per la prima volta – dal Partito Socialista Italiano.

Dopo quindici anni di egemonia, la Dc perde progressivamente slancio nell’azione di governo, anche a seguito del tentativo – fallito – nel 1953 di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi grazie a una nuova legge elettorale, la cosiddetta “Legge Truffa”, poi abolita. I socialisti d’altro canto sono allontanati dalle posizioni del PCI, soprattutto sulla questione dei rapporti con Mosca, in particolare dopo l’invasione dell’Ungheria da parte dell’Unione Sovietica nel 1956.

Nell’Italia del boom economico, che in pochi anni conosce una straordinaria modernizzazione ma obbliga milioni di lavoratori meridionali a trasferirsi nelle grandi città del nord, sorgono problematiche di natura sociale e i presupposti per una nuova stagione politica. Tra il 1960 e il 1962 il governo guidato da Amintore Fanfani si fa promotore di alcune riforme avanzate dai socialisti come il decentramento regionale, l’introduzione della scuola media e la nazionalizzazione dell’energia elettrica.

Ma il 1963 è l’anno di una nuova stagione innanzitutto nei rapporti tra le due superpotenze: dopo la crisi missilistica di Cuba, gli Stati Uniti di John F. Kennedy e l’URSS di Nikita Chruscev firmano il 5 agosto il trattato che proibisce di effettuare gli esperimenti atomici nell’atmosfera, primo (e decisivo) passo sulla strada del disgelo.

Quartetto Elezioni che hanno fatto la storia: il 1963
Da sinistra, John Fitzgerald Kennedy, Martin Luther King, Giovanni XXIII e Nikita Chruscev

Tra i fautori di un rinnovato clima tra Est e Ovest si distinse la figura di papa Giovanni XXIII che nell’enciclica Pacem in Terris dell’11 aprile, sei mesi dopo l’apertura del Concilio Vaticano II, sottolinea la necessità dell’ascolto e del dialogo tra tutti “gli uomini di buona volontà” per il mantenimento della pace.

E se a Est Chruscev prosegue nelle riforme interne e nella corsa allo spazio dopo il lancio del primo uomo in orbita, (il russo Yuri Gagarin) a Ovest “JFK” guida l’America in un periodo di forte crescita economica ma lacerata dai conflitti interni. Il 28 agosto 1963 a Washington il reverendo Martin Luther King, leader del movimento per i diritti civili, tiene davanti ad una folla di 250 mila persone lo storico discorso “I have a dream, segnando una tappa decisiva nella lotta alla segregazione razziale. Tre mesi e il 22 novembre il mondo vive in diretta l’assassinio del Presidente Kennedy a Dallas, un evento drammatico che sembra stroncare improvvisamente le speranze di un’intera generazione.

In Italia, le elezioni consegnano un quadro politico nuovo: la Democrazia Cristiana si conferma il primo partito con il 38% dei voti alla Camera ma sconta una significativa flessione (-4%) rispetto a cinque anni prima. E se i comunisti guadagnano il 2,6% consolidandosi nel ruolo di principale forza d’opposizione al 25%, il PSI si attesta poco sotto il 14% seguito da liberali (che a seguito dell’apertura a sinistra della DC guadagnano il 3,4%), missini e socialdemocratici.


TABELLA 2 Elezioni che hanno fatto la storia: il 1963
I risultati delle Politiche 1963 (Camera) nella mappa interattiva navigabile di YouTrend

Come mostra la mappa interattiva di YouTrend, la DC (in azzurro) prevale in quasi tutte le regioni, in particolare in Veneto e nel Mezzogiorno, mentre il PCI (in rosso) ottiene il maggior numero di consensi in Emilia Romagna, Toscana e Umbria, le cosiddette “regioni rosse”.

A giocare un ruolo centrale nel voto del 1963 è per la prima volta la televisione: con l’esordio del programma Tribuna Elettorale sul Primo Canale Rai si afferma un moderno spazio di confronto politico. Oltre ai comizi nelle piazze e all’informazione dei giornali di partito, la campagna elettorale si sposta negli studi televisivi, dove gli esponenti politici si trovano a gestire una comunicazione inusuale tanto nei tempi quanto nei linguaggi: il talk show.

Tribuna Elettorale Elezioni che hanno fatto la storia: il 1963

Per ottimizzare la propaganda elettorale nel nuovo contesto mediatico la Dc si affida alla consulenza di esperti di marketing come Ernst Dichter, mentre il PCI punta su una comunicazione quasi interamente auto-prodotta, fedele ai dettami del partito. Il piccolo schermo porta dunque la politica nei bar e nelle case degli italiani. È del 1963 una storica intervista realizzata da Tv7 , programma di informazione del Secondo Canale, all’allora Presidente della Repubblica Antonio Segni nella sua casa natale di Alghero. Per la prima volta, le telecamere accedono agli spazi “privati” del Capo dello Stato, raccontando ai telespettatori, tra ritratti e ricordi di famiglia, l’uomo oltre lo statista.

La guerra di manifesti per le politiche 1963 si gioca su avvertimenti ironici (il PCI e il rospo) e immagini evocative (la DC in veste di fanciulla maggiorenne)

Manifesti 1963 Elezioni che hanno fatto la storia: il 1963

In mezzo ai successi di Carosello e Canzonissima, gli italiani imparano a conoscere volti e protagonisti del voto. Tra questi il segretario della DC Aldo Moro: sebbene il suo esordio in televisione sia tutt’altro che agevole, la linea politica appoggiata dalla corrente dei democristiani “dorotei” dà i suoi frutti. Dopo la parentesi del governo “balneare” guidato da Giovanni Leone, e superati gli ultimi ostacoli sulla politica estera, il 5 dicembre 1963 si insedia il Governo Moro, il primo con la partecipazione diretta dei socialisti nell’esecutivo: l’apertura è compiuta, nasce il Centro-sinistra “organico”.

 


Leggi qui la puntata precedente: Le elezioni del 1948.

Claudio Agrelli

Claudio Agrelli si occupa di una comunicazione politica ed istituzionale che metta al centro le persone, la creatività e l'arte del racconto (storytelling). Si è laureato in Mass Media e Politica all'Università di Bologna, Campus di Forlì, e si è fatto le ossa frequentando un Master in Consulenza e Marketing Elettorale a Roma. Nella Capitale ha seguito la comunicazione di un deputato alla Camera durante la stagione dei comitati referendari. È appassionato di storia, leggi elettorali e viaggi all'estero, per cui tiene sempre lo zaino pronto all'avventura in Europa. Allergico al pelo di gatto e alle fake news.

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