Voci dal Conclave: il voto sulla riforma del Concilio Ecumenico Fiorentino

4 mesi ago


Domenica 4 dicembre è una giornata molto importante, per molti aspetti. Tutti sappiamo del referendum costituzionale che si terrà quel giorno e con il quale gli italiani dovranno decidere se approvare o respingere la riforma proposta dal governo. Ma nella stessa data, incredibile coincidenza, vi sarà anche un’altra consultazione molto importante e che coinvolgerà la comunità cattolica.

In quella data infatti si svolgeranno le votazioni relative al Concilio Ecumenico Fiorentino con cui sono state proposte importanti modifiche alla Legge Fondamentale dello Stato (del Vaticano). Nei giorni scorsi ha fatto molto notizia – ne avrete sentito parlare – l’intenzione di Papa Francesco di rendere possibile il perdono a chi abortisce anche dopo la fine dell’anno giubilare dedicato alla Misericordia. Si tratta di una delle tante innovazioni che ruotano attorno a una riforma in cui però l’oggetto principale è l’assetto istituzionale della Chiesa di Roma.

Come voteranno i (tanti) cardinali chiamati al voto quel giorno? A differenza di ciò che riguarda il referendum costituzionale italiano, i cui sondaggi sono rigorosamente vietati nei 15 giorni che precedono il voto, la consultazione vaticana non ha limiti di questo tipo. Ecco quindi che i più esperti vaticanisti lavorano alacremente per fornire ai fedeli interessati il loro vaticinio. Uno tra i più esperti di costoro è senza dubbio Pio Poli, il quale ha fornito studi e previsioni in diverse occasioni legate alle consultazioni del mondo della Fede.

Secondo quanto riportato dai nostri amici di RN, il saggio Pio Poli ha interpellato un campione di ben 100 cardinali intenzionati a esprimersi il 4 dicembre. Sapendo che i favorevoli alle modifiche sono devoti a San Simplicio e i contrari a San Norberto, ecco come si ripartiscono i cardinali:

San Norberto 55
San Simplicio 45.

Si tratta di una stima che non si discosta molto dalle ultime rilevazioni diffuse ancora una settimana fa, fornite da altri centri studi specializzati negli orientamenti vaticani. È un risultato che va preso con le proverbiali molle, poiché già in passato i porporati chiamati al voto hanno dimostrato di poter condurre ad esiti diversi da quelli previsti.

Noi di YouTrend, da veri credenti, appassionati di tutto ciò che riguarda la comunità della Chiesa, siamo pronti a monitorare e a raccontarvi le stime che don Poli e i suoi colleghi vaticanisti dovessero rilasciare da qui al delicato appuntamento del 4 dicembre.

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Redazione (Sito Web)

La redazione di YouTrend

6 commenti

  1. La Boschi ha preso in giro anche gli ammalati di cancro, dicendo che con il Si ci si cura meglio. Votiamo No

  2. Essendo stato introdotto alla spiritualità premostratense, anche io voterò per San Norberto 🙂

  3. Profondamente devoti a San Norberto preghiamo….

  4. Sempre si lodato San Norberto beatificato.No! Alle fritture fanno aumentare i Triglicessi

  5. No la Boschi non ha detto questo, quello che lei dice, Antonietta, è solo una totale menzogna.
    Adesso in alcune regione sono disponibili farmaci antitumorali mentre in altre no, perché di fatto con la sanità completamente delegata alle regioni ci sono 20 servizi sanitari nazionali, mentre con la riforma le linee generali tornano allo stato centrale e non ci saranno più farmaci erogati solo in alcune regioni creando disparità scandalose tra i malati di serie A e di serie B.
    Il resto sono bugie di gente ideologizzata o che non si è letta nulla della riforma.
    Alle competenze statali è aggiunto questo capoverso, articolo 117 comma m
    è aggiunta la frase:
    “disposizioni generali e comuni per la tutela
    della salute, per le politiche sociali e
    per la sicurezza alimentare;

    Consiglio alle persone serie che vogliono votare con il cervello di leggersi la riforma disponibile sul sito dell’Anpi

    http://www.anpi.it/media/uploads/files/2016/07/La_riforma_costituzionale_testo_a_fronte_con_la_Costituzione_vigente.pdf

  6. Giuseppe Bruno 2 dicembre 2016 Rispondi

    Ma perchè adesso al Governo è inibito dare le linee guida per una uniforme
    applicazione di standards assistenziali?

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