YouTrend intervista Dorie Clark: “Obama debole ma rimane favorito”

18 gennaio 2012


 

Obama nonostante tutto è ancora favorito. Romney? Un buon candidato, con molti punti deboli. In esclusiva per YouTrend il parere di Dorie Clark, consulente americana e opinionista politica tra le più note negli USA.

Dorie Clark è una consulente strategica, specializzata in branding e strategia politica, tra le più conosciute e apprezzate negli Stati Uniti. Ha curato, tra le altre, la campagna elettorale presidenziale di Howard Dean nello Stato del Massachusetts nel 2004. Ha insegnato campaign management, media studies, and government all’Emerson College, alla Tufts University e alla Suffolk University, mentre attualmente è opinionista per il celeberrimo Huffington Post e per la prestigiosa Harvard Business Review. Tra i suoi clienti, Google e la Yale University.

Dorie Clark, sarà una sfida Obama-Romney a novembre?

Dopo le vittorie in Iowa e in New Hampshire, sembra estremamente probabile che sarà Mitt Romney a vincere la nomination. Mentre i candidati della destra conservatrice e religiosa (Rick Santorum, Rick Perry e Newt Gingrich) sperano tutti di mettersi in mostra in South Carolina, il loro campo è frammentato: gli elettori non si stanno unendo dietro alcun candidato. Questo, aggiunto al fatto che Romney ha maggiori disponibilità economiche, rende molto probabile che il candidato repubblicano sarà lui.

L’ex Governatore del Massachusetts è il candidato più forte dello schieramento repubblicano? Pensa che Obama possa essere preoccupato da un eventuale scontro con lui?

Romney ha le sue debolezze – in particolar modo il suo record di cambi di opinione su argomenti importanti (aborto, matrimoni gay, politica sanitaria, ecc) per il quale è definito “flip-flopper”, e il suo background aziendale, il nuovo bersaglio dei suoi avversari (è accusato di essere un “tagliatore di teste” senza pietà che ha fatto i soldi licenziando persone). Inoltre, non entusiasma la base conservatrice. La situazione ricorda la sfortunata candidatura di Bob Dole nel 1996; Dole era il candidato “migliore”, ma alla gente non piaceva. Obama è certamente preoccupato – il suo consenso personale è piuttosto basso – e Romney sarà uno sfidante forte, ma io ritengo che il Presidente mantenga un certo vantaggio.

Quali sono le principali debolezze di Romney?

Come detto – il suo scarso appeal presso i conservatori, la percezione che sia un “predone aziendale”. Anche il fattore religioso è controverso: sarebbe il primo presidente mormone, e alcuni elettori evangelici/fondamentalisti sono ostili ai mormoni.

Romney non entusiasma la base dei conservatori. Ricorda un po’ la situazione di Bob Dole nel 1996

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Il New Hampshire è l’unico Stato vinto da John Kerry nel 2004 ad essere oggi considerate “incerto”: i sondaggi mostrano che una sfida Romney vs Obama sarebbe “too close to call”, ovvero troppo incerta per avere un favorito. È possibile per l’ex Governatore del Massachusetts battere in quello Stato il Presidente? E qual è a suo avviso la strategia che Obama deve utilizzare per rivincere in New Hampshire?

Romney è più forte in New Hampshire di quanto potrebbero esserlo gli altri candidati repubblicani; come governatore del vicino Massachusetts, ha avuto anni di grande copertura mediatica. Penso che il principale fattore in New Hampshire sia il posizionamento di Romney alle elezioni generali; se proverà a porsi come un candidato fortemente conservatore, non vincerà. Il New Hampshire è noto per il suo spirito libertario, “Vivere libero o morire”.

Romney punta su New Hampshire e Florida, I Democratici stanno lavorando molto sulla North Carolina e l’Arizona: quali Stati a suo avviso saranno decisivi in queste elezioni?

La Florida è un interessante caso di studio: molte persone ritengono che Romney possa scegliere il senatore Marco Rubio come candidato vicepresidente. Rubio è ispanico e potrebbe facilmente attrarre molti elettori latini in Florida. L’Ohio e la Pennsylvania sono sempre degli “Swing states” importanti – portano in dote molti grandi elettori, e molti operai che potrebbero essersi disaffezionati verso Obama per come ha gestito la situazione economica.

I dati elettorali storici evidenziano come i Presidenti uscenti “sfondino” – cioè aumentino i propri voti alle elezioni – o perdano. Sarà Obama a sfatare questa regola?

Penso che molto dipenda dalla scelta del vice di Romney, se quella persona è popolare verso gli elettori negli stati chiave oppure no.

Che differenze ci sono tra i brand di Obama 2012 e Romney 2012 e i loro brand del 2008?

Romney nel 2008: social-conservatore; Romney nel 2012: uomo d’affari che gestirà il Paese come un capo di azienda; Obama nel 2008: il salvatore; Obama nel 2012: il salvatore “macchiato”.

Quanto crede sia importante la scelta del candidate Vice Presidente in un’elezione? Hillary Clinton o Mark Warner sarebbero migliori di Joe Biden come numeri due di Obama?

Si è vociferato molto sulla possibilità di mollare Joe Biden come vicepresidente; ma nonostante ciò possa rendere più accattivante il ticket, non credo onestamente che succederà.

Non credo che Obama mollerà Biden come vicepresidente

Come stratega elettorale, ha notato qualche campagna interessante in questi mesi? Chi a suo avviso ha creato la miglior campagna elettorale tra i candidati presidenziali repubblicani?

Rick Santorum ha fatto un lavoro impressionante in Iowa – infatti, si dice che possa avere in realtà vinto i caucus e che solo un errore di trascrizione abbia dato a Romney il margine decisivo di 8 voti. Santorum era virtualmente sconosciuto, ma ha perseverato sul percorso della campagna per oltre un anno, visitando tutte e 99 le contee dell’Iowa. Non credo che vincerà la nomination e il suo successo alla fine sarà di breve durata, ma il suo momentum in Iowa è stato il risultato di un duro lavoro.

 

Giovanni Diamanti (Sito Web)

Classe 1989, consulente e stratega politico. Co-fondatore e amministratore di Quorum, ha lavorato ad alcune tra le più importanti campagne italiane, tra cui quelle di Debora Serracchiani, Pippo Civati, Vincenzo De Luca, Pierfrancesco Majorino, Beppe Sala. In realtà è un ragazzo timido che ama guardarsi la punta delle scarpe. Uomo dalla testa veloce, ha idee (confuse) in ordine sparso - così come i capelli.

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