17 novembre 2011
Stampa

La sconfitta storica di una sinistra?


Trent’anni fa credo che pochissimi in Italia si sarebbero aspettati che nel Paese trent’anni dopo l’alternativa, l’altro campo dello schieramento per cui tifare, per cui scendere in piazza a festeggiare, fosse tra un centrodestra populista, un po’ corporativo e personalista, e uno liberista, europeista, moderato, e che il popolo della sinistra per festeggiare la caduta del primo dovesse inneggiare al secondo.

Un militante del PCI di allora, ma forse anche del PSI, cosa avrebbe detto di fronte al fatto di dover accogliere a braccia aperte il governo del preside dell’università privata della Confindustria, con dentro personalità legate a industriali e Chiesa cattolica più liberisti e a destra della DC dell’epoca? Non abbiamo in Parlamento ex DC o PLI o PRI che ora si ritrovano a votare un ex dirigente CGIL ma ex comunisti che votano un liberista ammiratore di Marchionne. È forse il segno di un’epoca, la sconfitta storica della sinistra classica, del movimento dei lavoratori, del sindacalismo di sinistra con la CGIL che balbetta e rimane spiazzata davanti al governo di Mario Monti, prima invocando elezioni subito e poi mostrandosi timorosa in attesa delle misure.

Monti, costretto a intervenire perchè il centrodestra populista non riusciva a fare proprio quelle misure liberiste sempre odiate e all’epoca neppure immaginate. La cronaca della fine del berlusconismo al governo e delle manifestazioni nasconde questa storia. È lo shift a destra nell’economia dell’Europa ad essersi realizzato in modo così lento e profondo che ora non fa percepire quanto avviene. L’Italia non fa eccezione: anche il centrosinistra italiano è fatto solo in parte di socialisti veri, o socialdemocratici, favorevoli all’interventismo statale, filo-sindacati; il PD stesso (che in fondo è in materia di politica economica più a destra della DC di 30 anni fa) temendo di vincere nuove elezioni alleato di questi (SEL, Fassina, qualche altro) e non poter fare alcuna riforma, lascia che sia Monti a farle al posto suo.

Del resto negli ultimi dieci anni non vi è stato un governo europeo di sinistra che abbia effettivamente allargato la platea dei vantaggi del lavoro dipendente pubblico e privato, dei sussidi, dell’intervento statale. L’ Agenda 2010 di Schroeder in Germania è il massimo esempio di ciò. Così pure la prosecuzione da parte di Zapatero delle politiche sostanzialmente liberiste di Aznar, con l’aggiunta di sussidi disoccupazione presto aboliti assieme al varo di misure di austerità e addirittura il pareggio di bilancio in Costituzione. Ed è un classico da diverso tempo a livello planetario la critica del “popolo di sinistra” verso i propri leaders che puntualmente una volta al governo sembrano prendere provvedimenti più liberisti di quelli annunciati o che comunque i militanti si aspettavano.

Chiaramente ci sono e ci saranno sempre i movimenti di piazza, in piccola parte, specie quelli più antiberlusconiani come il popolo viola, neutralizzati dalle dimissioni di Berlusconi (ed è comprensibile che oggi festeggino per l’ultima volta), in gran parte quelli no global o occupywallstreet (contro il capitalismo, le banche, per “un nuovo paradigma di modello di sviluppo”) il cui radicalismo e livello di utopismo dice molto sulla loro marginalità. Monti potrebbe dare un colpo di grazia ad alcune concezioni rimaste inalterate negli anni della CGIL e agli ultimi utopisti socialisti, e fare molti più passi in avanti in quello che a Berlusconi non è riuscito di fare. Il Cavaliere anzi è servito da alibi per molti, aiutando la sopravvivenza del radicalismo sindacale e politico di sinistra che hanno identificato la lotta contro la personalità di Berlusconi con quella contro il liberismo, pensando di liberarsi di gran parte del secondo assieme al primo, evidentemente sbagliando per l’ennesima volta.

Gianni Balduzzi (Sito Web)

Classe 1979, pavese, consulente e laureato in economia, cattolico-liberale, appassionato di politica ed elezioni, affascinato dalla geografia, dai viaggi per il mondo, da sempre alla ricerca di mappe elettorali e analisi statistiche, ha curato la grande mappa elettorale dell'italia di YouTrend, e scrive di elezioni, statistiche elettorali, economia.

Non ci sono ancora commenti, ma puoi inserirne uno qui sotto!

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*