I sondaggi di EMG: le tendenze da giugno a ottobre
Riepilogo dei sondaggi effettuati settimanalmente dall’istituto EMG da giugno ad oggi
Appare opportuno, di tanto in tanto, analizzare le intenzioni di voto degli Italiani con un’ottica più allargata rispetto alla consueta cadenza settimanale con cui solitamente vengono presentati i sondaggi. In particolare, può essere utile capire come hanno reagito gli elettori alla “calda” estate italiana, caratterizzata dalle preoccupazioni dovute all’acuirsi della crisi del debito pubblico, e al tumultuoso autunno delle proteste di piazza e dei difficili rapporti con i vicini dell’Unione Europea. Secondo la casa sondaggistica EMG, alla domanda rivolta ad un campione di 1.000 elettori su quale partito voterebbero in caso di elezioni il 21 ottobre 2011, il 26,8% ha risposto che metterebbe la crocetta sul simbolo del Partito Democratico, che ad oggi sembrerebbe essere il primo partito italiano, seguito dal Popolo delle Libertà al 26,2%. Il Partito del Premier Silvio Berlusconi infatti ha continuato a scendere dopo le elezioni amministrative della scorsa primavera e, in relazione alla rilevazione effettuata il 9 giugno, ha lasciato sul campo il 2,5% degli elettori. La fase più acuta della sua crisi il Pdl l’ha fatta registrare nei primi quindici giorni di Luglio (-2,1%), quando cioè il differenziale tra i titoli di debito tedeschi e i titoli italiani ha toccato il suo massimo storico.
Ma se Atene piange, Sparta certamente non ride. Perché è vero che il Partito Democratico è attualmente il primo partito, ma non va dimenticato che alla registrazione delle intenzioni di voto effettuata il 9 giugno risultava al 28,1%, il che vuol dire che anche il principale partito di opposizione ha lasciato sul campo l’1,3% di elettori.
Significativo il contro-sorpasso operato dal Pdl il giorno della tentata “secessione dell’Aventino” da parte dell’opposizione e del successo derivante dalla fiducia ottenuta alla camera dalla maggioranza il 14 ottobre, che ha portato il Pdl a + 1% sul Pd.
Per quanto riguarda gli altri partiti, il ruolo di terzo partito dello scenario politico italiano è ancora interpretato dalla Lega Nord, che però dimostra di trovarsi in una fase decrescente, perdendo poco più di un punto percentuale e passando dal 10,2% di giugno al 9% di ottobre. Ma quello che dimostra di aver avuto una performance migliore, parlando in termini relativi, sembra essere l’Italia dei Valori guidata da Antonio Di Pietro, capace di salire di un + 1,9% dal 4,8% di giugno al 6,7% di novembre: una crescita quasi costante nell’arco di questi sei mesi. Buona performance anche per Sinistra, Ecologia e Libertà , che ad oggi si attesta intorno all’8,6%, +1,4 rispetto al 7,2% del 9 giungo.
In crescita anche il Terzo Polo, con l’Udc che sale passando dal 6% dei mesi successivi alle amministrative al 6,9% di ottobre, dopo aver superato anche la soglia del 7% nei mesi di luglio, agosto e settembre. In netta ripresa anche Futuro e Libertà , che dopo le delusioni delle amministrative e il preoccupante 2,8% toccato a giugno ed inizio settembre, sembra stabilizzarsi su una percentuale vicina al 4%, con un 4,1% registrato il 21 ottobre.
Insomma calano i grandi e crescono i piccoli, per la gioia di chi brama la semplificazione partitica del sistema politico italiano.
Interessante può essere il confronto tra le varie coalizioni di partiti, anche se questi dati vanno presi con le molle, visto che la domanda posta dalla casa sondaggistica EMG prescindeva dall’effettiva collocazione dei partiti in coalizioni di governo. Aggregando quindi i dati dei vari partiti in base alla loro collocazione sull’asse destra-centro-sinistra, un’eventuale coalizione di centrosinistra appare avvantaggiata rispetto al centrodestra di circa 8,1 punti percentuali. Il centrosinistra infatti si attesta ad una quota di circa il 45,5% degli elettori, guadagnando 1,3 punti rispetto a giugno. Il centrodestra invece perde ben 2,9% punti percentuali, passando dal 40,3% del 9 giugno al 37,4% del 21 ottobre. A mostrare i tassi di crescita più alti sono quindi i partiti di centro, capaci di migliorare il 10,8% di giugno con il 12,7% di fine ottobre.
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